Flavia Fortunato

Pubblicato: Mercoledì, 10 Febbraio 2016

La prima volta che si presentò al Festival, era il 1983, apparì sul palco vestita da Braveheart, praticamente con un kilt modernizzato, i capelli cotonati a mò di Napo Orso Capo impazzito, e col passo felpato da panterona calabra (infatti era nata a Cosenza nel 1964).

 La canzone di quell’anno era Casco blu, che sembrava, visto i capelli, un omaggio al suo parrucchiere. Il testo recitava:

Un presentimento che
mi fa correre da te,
aspettami, aspettami,

la mia mente un turbine
la paura dentro me, 
perdonami, perdonami, 
è tardi per fermarti già sei pronto per la giostra….

E poi culminava nel ritornello

Tic tac, tic tac, ed è grand prix, 
tic tac, tic tac, perché non sei qui, 
tic tac, tic tac, la giostra che va, 
tic tac, tic tac, la folla non sa 
che c'è una donna sola  ad aspettare un casco blu”….

Di cosa si fossero drogati gli autori di questa canzone rimane ancora un mistero. Si avete capito bene, autori, plurale. Perché a scrivere questo capolavoro ci si misero in quattro! Finì 13esima nella categoria Debuttanti. 

Non contenta si presentò anche l’anno successivo, 1984, nella categoria Nuove proposte. Questa volta si arrivò sul palco con un tailleur molto castigato e col solito capello stracotonato. La canzone era l’inno della ritardataria, dal titolo “Aspettami ogni sera”. I soliti quattro autori tirarono fuori una cumulo di parole che lette una dietro l’altra facevano più o meno così:

E' andata l'allegria sui pattini a rotelle via con te
e ho chiuso in cassaforte le stelle che rubavi per me
ho messo il tuo maglione è grande ma mi piace
mi tocco un po' i pensieri e pettino l'idea di averti qui
io tengo a bada il cuore facendo finta che sia bugia
ma in fondo è un'idea adesso manchi tu

Aspettami ogni sera non te ne andare via
ricoprimi di sogni e di carezze che davvero sono pazza di te
aspettami ogni sera un po' di sintonia….

E ci fermiamo qui perché non vogliamo essere condannati per crimini contro l’umanità.

Quell’anno arrivò terza dietro Eros Ramazzoti (Terra promessa) e Marco Armani (Solo con l'anima mia).

Ora era pronta per il grande salto nei big!! E purtroppo non si fece sfuggire l’occasione. Infatti a Sanremo ci tornò nel 1986 cantando “Verso il 2000” che piazzandosi al 19esimo posto, nel 1987 con “Canto per te” piazzandosi tredicesima e pure nel 1988 col brano “Una bella canzone”, (così almeno per una volta a chi chiedeva che cantava Flavia Fortunato la risposta sarebbe stata “Una bella canzone”). Per l'occasione si presentò sul palco con un capello cortissimo, aveva definitivamente buttato via dalla testa la balla di sterpaglia portata dal vento, classica delle città fantasma dei film western all'italiana.

Ma quelli erano i Festival di Eros Ramazzotti (Adesso tu) e del Trio Morandi, Tozzi, Ruggeri (Si può dare di più) e di Massimo Ranieri (Perdere l’amore), impossibile competere con loro.

La buona Flavia a questo punto venne dirottata verso la conduzione di programmi tv, come Buona fortuna estate, andato in onda sulla rai, e verso la recitazione. Ma niente da fare, la ragazza voleva cantare a tutti i costi. E così rieccola nel 1992 a Sanremo in coppia con un altro desaparecidos, Franco Fasano, cantare Per niente al mondo, settima nella classifica finale. (Il testo della canzone non lo riportiamo per mancanza di coraggio).

Alla fine Flavia Fortunata ha appeso il microfono al chiodo e ha messo su famiglia, per la gioia di molti e il disappunto di pochi.

Adesso però, mentre togliamo le ragnatele dalla giacca e diamo un’occhiata all’orologio, assumiamo una delle pose plastiche che hanno reso la Fortunato famosa in tutto il mondo e guardiamocela, vestita da cruciverba, in questo video mentre canta il suo sanremese più famoso.. Aspettami ogni sera!

Flavia Fortunato

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