Sibilla

Pubblicato: Sabato, 13 Febbraio 2016

 di Pasquale Caputi



C’è chi a Sanremo il successo lo trova, chi lo assapora per un fugace attimo, chi lo riesce a malapena a sfiorare e chi invece non riesce a sentirne nemmeno l’odore. E il caso di Sibyl Mostert alias Sibilla!

 Sibilla partecipò al Festival nel 1983 tra le nuove proposte venendo miseramente esclusa alla prima serata. Qualcuno potrebbe dire che non c’è nulla di strano, tante sono le canzoni eliminate a Sanremo già la prima sera  e quell’anno fu eliminato anche Amedeo Minghi che presentava una delle sue più belle canzoni “1950” (e pensare che arrivò terzo con un Trottolino Amoroso, Dudu dadadà, cose da matti…).

Ma torniamo a Sibilla.

La cantante, nata in Rhodesia (l’attuale Zimbawe) nel 1955, aveva mosso i suoi primi passi da usignolo già dal 1976, quando cantò la canzone Keoma, tema principale del film omonimo, scritta da Guido e Maurizio De Angelis (i famigerati Oliver Onions, quelli delle canzoni dei film di Bud Spancer e Terence Hill).

Il film, interpretato dall’allora sex symbol Franco Nero, è stato anche omaggiato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2007, all'interno della retrospettiva sugli spaghetti-western e pare sia uno dei film che abbia ispirato Quentin Tarantino, ma chiudiamo la parentesi cinematografica e torniamo a noi.

Dopo il successone di Keoma eccola apparire sul palco di Sanremo. Il suo autore era nientepopodimenoche Franco Battiato, il titolo del brano, Oppio. E in tanti dopo la sua esibizione pensarono che non soltanto lo citasse nella canzone ma che ne fosse anche una consumatrice abituale

In realtà la sua scandalosa prova fu causa di un incidente tecnico. Infatti, in quell’edizione, rigorosamente in playback, il microfono di Sibilla rimase aperto, amplificando le urla stridule della cantante italo-rhodesiana.

 

Alla fine la poverina, fatta a immagine e somiglianza di Battiato, abiti, capelli e naso compresi, andò via mestamente per non fare più ritorno su quel palco.

La collaborazione con il cantautore siculo comunque continuò per un altro singolo, Plaisir d'amour. E qui le velleità artistiche di Sibyl finirono.

Oggi vogliamo ricordare quell’esibizione e quella canzone tanto sfortunata. Perciò battiatizziamoci, vestiamoci da beduini, attacchiamo il cammello dove vuole il padrone e rivediamoci, direttamente dal palco di Sanremo ’83, Sibilla con il suo brano Oppio!

 

 

Sibilla

 

 

 

 

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