Sogni e filosofia

Pubblicato: Mercoledì, 07 Gennaio 2015



La nostra vita è fatta anche di sogni (scriveteci ve li interpreteremo).

Una notte, Chuang-tzu filosofo cinese vissuto probabilmente a cavallo del III secolo a.C., sognò di essere una farfalla che volava libera nell’aria, dimentica di se stessa. Poi si svegliò d’improvviso e scoprì di non sapere più se aveva sognato di essere una farfalla o se invece era ancora una farfalla che sognava di essere Chuang-tzu.

I sogni hanno affascinato i filosofi per migliaia di anni, ma solo recentemente sono stati oggetto della ricerca empirica e gli studi scientifici si sono concentrati su di essi.

Innanzitutto,la domanda di base è: che cosa è un sogno? Un sogno può contenere qualsiasi immagine, i pensieri e le emozioni che si vivono durante il sonno. I sogni possono essere straordinariamente nitidi o molto vaghi, possono essere ricchi di immagini felici, comprendere sensazioni spaventose, essere comprensibili o poco chiari e confusi.

Perché sogniamo? A cosa servono i sogni? Sono state proposte molte teorie, in nessuna però vi è un pieno consenso. Considerando l’enorme quantità di tempo che passiamo nello stato di sogno, il fatto che i ricercatori non hanno ancora capito fino in fondo lo scopo e i meccanismi dei sogni, può sembrare sconcertante. Tuttavia, è importante considerare che la scienza e le ricerche continuano a studiare lo scopo esatto e la funzione del sonno stesso.

Alcuni ricercatori suggeriscono che i sogni non servono a nulla realmente se non come funzione biologica, mentre altri credono che sognare sia fondamentale per la mente, sia per il benessere fisico che per quello emotivo.

Ernest Hartmann, direttore dello Sleep Disorders Center di Boston insieme ad altri collaboratori ha elaborato la “Teoria Contemporanea del sogno” : i nostri cervelli creano e disfano delle connessioni neurali, in tutto questo procedimento però c’è un collegamento. In pratica un inizio e una fine; da una parte si trovano le connessioni della veglia ma via via che si prosegue lungo il procedimento, le connessioni si fanno più imprecise e le attività mentali diventano più approssimative, un esempio è il sognare ad occhi aperti. Nella parte opposta si trovano i sogni che sono guidati dall’emozione del sognatore. Quando nel sognatore c’è un’emozione precisa, i sogni sono spesso molto semplici. Le persone che hanno subito un trauma molto forte ad esempio, come fuggire da un palazzo in fiamme, spesso hanno sogni del tipo “ero sulla spiaggia e venivo risucchiato da un’onda anomala”. Il sognatore non sta sognando esattamente l’evento traumatico, ma rivive l’emozione della sopraffazione. Più il sognatore è pervaso da un’ emozione forte, più individuabile sarà il senso dei suoi sogni.

Ciò che accade ai sogni di colui che vive il trauma si può spiegare così:
nei primi giorni viene sognato esattamente il trauma vissuto. Con il passare del tempo si iniziano a sognare eventi diversi ma comunque traumatici ( essere risucchiati da un’onda). Nelle settimane successive i sogni fanno vivere esperienze traumatiche anche del passato oltre che quelle più recenti.
Con lo scorrere del tempo i sogni inglobano e si connettono con altro materiale (più neutro), presente nella memoria del soggetto, e non si collegano più in maniera esplicita con l’evento traumatico vissuto.
Quindi il sogno sarebbe un’interconnessione di ricordi legati ad altri, fino a rendere blanda l’azione disturbante dell’emozione. Potremmo dire che i sogni funzionano come cancellini delle esperienze vissute nella realtà!

Avanti, impariamo di più su alcune delle teorie più importanti sui sogni.

Teoria psicoanalitica dei sogni
Coerentemente con la prospettiva psicoanalitica , la teoria dei sogni di Sigmund Freud suggerì che i sogni erano una rappresentazione dei desideri inconsci. Secondo la visione psicoanalitica freudiana della personalità, le persone sono guidate da istinti aggressivi e sessuali che sono repressi dalla consapevolezza cosciente. Mentre questi pensieri non sono espressi consapevolmente, secondo Freud, trovano un senso nella nostra consapevolezza, tramite i sogni.

Nel suo famoso libro L’interpretazione dei sogni, Freud scrisse che i sogni sono “… adempimenti camuffati di desideri repressi.”  Egli ha anche descritto due diversi componenti di sogni: il contenuto manifesto e il contenuto latente.

Il contenuto manifesto è costituito dalle immagini reali , pensieri e contenuti presenti all’interno del sogno, mentre il contenuto latente rappresenta il significato psicologico nascosto del sogno.

La teoria di Freud ha contribuito alla popolarità dell’interpretazione dei sogni, molto in voga ancora oggi. Tuttavia, la ricerca ha dimostrato che il contenuto manifesto nasconde il vero significato psicologico di un sogno.


Modello di attivazione di sintesi del sogno
Il modello di attivazione di sintesi del sogno è stato proposto da J.Allan Hobson e Robert McCarley nel 1977. Secondo questa teoria, i circuiti nel cervello si attivano durante il sonno REM, il che fa sì che le aree del sistema limbico coinvolto nelle emozioni, sensazioni e ricordi, tra l’amigdala e l’ ippocampo , diventi attivo. Il cervello sintetizza e interpreta questa attività interna e tenta di trovare un significato in questi segnali, traducendosi in sogni. Questo modello suggerisce che i sogni sono un’interpretazione personale di segnali generati dal cervello durante il sonno.

Anche se questa teoria suggerisce che i sogni sono il risultato di segnali generati internamente, Hobson non crede che i sogni siano privi di significato. Invece, egli sostiene che sognare è “… il nostro stato di coscienza più creativa, quella in cui dal caos degli elementi conoscitivi vengono prodotte nuove configurazioni di informazioni.  Il tempo speso per sognare non è tempo sprecato”. 

Altre teorie sui sogni:
Molte altre teorie sono state proposte per spiegare la presenza e il significato dei sogni. Le seguenti teorie sono solo alcune rispetto a quelle in corso di studio e approfondimento: 

  • una teoria suggerisce che i sogni sono il risultato del nostro cervello che cerca di interpretare gli stimoli esterni durante il sonno. Per esempio, il suono della radio può essere incorporato nel contenuto di un sogno.

  • la teoria per cui metaforicamente la nostra mente viene accostata a un computer: i sogni servono a fare pulizia nel disordine mentale proprio come le operazioni di pulizia dell’hard disk sul nostro pc. In pratica la mente viene ripulita per il giorno successivo.

  • la teoria per cui i sogni hanno la funzione di una vera e propria psicoterapia. Il sognatore può fare collegamenti tra diversi pensieri e diverse emozioni in un ambiente sicuro.

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