Perchè i videogiochi sono diventati sport

Pubblicato: Venerdì, 09 Gennaio 2015

di Paolo Savino

Notizia del primo novembre , il Coni ha riconosciuto l'Asi (associazioni sportive e sociali italiane) e insieme hanno creato il Gec (giochi elettronici competitivi). Questo significa che ora giocare ad alcuni videogiochi è riconosciuto come vero e proprio sport, non è più considerato un passatempo ma un modo per dare spettacolo così come può essere una partita di calcio.

Non è un caso forse che in Korea “League of Legends” riempia gli stadi con più di 40 mila persone oppure che un montepremi di un torneo di “Dota 2” arrivi a essere di 10 milioni di dollari nel 2014 o anche un “Heartstone” che come premio al finalista ha dato 250 mila dollari al finalista del campionato mondiale.

Questi sono solo degli esempi dei giochi sanzionati dal Coni , altri giochi riconosciuti sono “Fifa” come simulatore di sport , “Tekken”, “Street Fighters”, “The King of Fighters” come picchiaduro e “Heroes of the Storm” e “Starcraft2” per quanto riguarda i MOBA (multyplayer online battle arena).

Ma perchè questa decisione? Forse perchè tutti questi giochi hanno molto più in comune con il basket, il tennis o il calcio di quanto si può immaginare!

Un elemento certamente in comune è l' allenamento. Ogni videogiocatore sa quante ore bisogna passare davanti a uno schermo per padroneggiare le meccaniche di un campione su League of Legends o quanti riflessi bisogna avere per eseguire con successo dei trick su Fifa, probabilmente le stesse che passa un calciatore ad affinare il suo tiro o un tennista a migliorare un rovescio.

Si pensi anche che i videogiocatori si infortunano giocando in quanto i tasti da premere in rapida successione in frazioni di secondo sono tantissimi e magari una reazione troppo affrettata e vigorosa sul joystick può causare danni alle dita o, più comune, alla stessa periferica, joystick o tastiera che sia.

Probabilmente nei videogiochi ci vogliono molte più capacità di ragionamento , velocità nei riflessi , visione di gioco , psicologia e gioco di squadra che in un qualsiasi sport tradizionale ; certo un giocatore di “Fifa” non raggiungerà mai lontanamente le capacità fisiche di un Messi (neanche di un Palumbo se è per questo) ma certamente saprà dare suggerimenti tattici a una squadra e portarla alla vittoria .

L' uso del cervello , della memoria e della conoscenza è la chiave per la vittoria o per la sconfitta. Il cervello sostituisce i muscoli e questo può anche, perché no, migliorare le capacità cognitive e intellettuali dei ragazzi che possono anche portare anche a migliori risultati scolastici.

Questi sport si sono evoluti come si è evoluta la nostra società: stiamo diventando più sedentari perciò anche gli sport devono diventare alla portata di tutti, sedentari .

Magari questo non potrà essere positivo per la forma fisica ma sicuramente risparmierà docce continue, ossa rotte, strappi muscolari (almeno non troppi) ai videogiocatori, i veri sportivi del futuro.

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