Recensione videoludica dell'Expo

Pubblicato: Venerdì, 22 Maggio 2015

di Paolo Savino

Veduta del decumano da una posizione centrale

La settimana scorsa non è uscito il solito articolo settimanale perchè il vostro caro Paolo Savino è partito alla volta di Milano, a visitare il contestato quanto spettacolare Expo 2015.

 

Dato che è un grande evento questo articolo non sarà sui soliti videogiochi ma sull'esperienza di un videogiocatore all'Expo, visto ovviamente con quest'ottica.

2 sono le cose di cui si rimane sorpresi dall'Expo: la longevità e la grafica.

152 padiglioni rendono l'esperienza in questo enorme gioco davvero lunghissima, per visitarli tutti non basterebbe una settimana forse, ma oltre ai padiglioni non bisogna dimenticare che la sera c'è anche lo spettacolo del Circus Du Soleir che rende praticamente impossibile fare tutto quello che questo evento ha da offrire.

La longevità del titolo è poi accompagnata dall'appariscenza e dalla grandiosità dei padiglioni che presentano strutture particolari, tutte ricordanti la madre patria, e all'interno di ognuno di esso ci sono varie attrazioni che cambiano da paese a paese; c'è chi attira con spettacoli musicali, vedi il Vietnam, o chi attira con dei video interattivi, come in Cina o chi sfoggia tutto il meglio della propria tecnologia per fare colpo sul giocatore.

Sicuramente l'Expo si può paragonare a un videogioco perchè quando si è lì non si sa dove andare, si ha solo la mappa in mano e poco tempo per vedere tutto il possibile, ma se dovessi definirne il genere direi che l'Expo è un immensa avventura grafica dato che per la maggior parte degli eventi non si è coinvolti direttamente ma si deve assistere a qualcosa.

Personalmente ho visitato pochi dei livelli di quest'avventura grafica: il Vietnam, la Cina, il Giappone, la Korea, il Brasile e la vera rivelazione, secondo me e i miei amici, il Kazakistan.

Viaggio nell'Asia davvero suggestivo tra le tradizioni cinesi e vietnamite (danza e musica a farne da sovrani) alla gloriosa tecnologia del Giappone e della Korea (robot, immagini tridimenzionali, schermi interattivi anche se minimamente, tecnologie e materiali innovativi).

La vera rivelazione, che merita un commento a parte, è, come detto prima, il padiglione del Kazakistan ma facendo una piccola premessa: Expo 2017 Astana, capitale del Kazakistan, “le Energie del Futuro”.

Appena si entra in questo padiglione si assiste a uno spettacolo mozzafiato di un'artista che proietta sullo schermo i suoi disegni fatti con la sabbia in diretta mentre uno speaker racconta la storia del Kazakistan, dopo si entra in una stanza dove ci sono tutte le colture praticate in Kazakistan ma presentate in maniera particolare dato che le piante o erano piantate sul soffitto o dentro il muro.

Verso la fine della stanza c'è una grande vasca con una quarantina di storioni (sì, i pesci da cui si ricava il caviale) ma una delle migliori attrazioni di questo padiglione è lo spettacolo in 4D nell'ultima stanza riguardo l'energia (detto così non sembra niente di che ma gli effetti visivi sono impossibili da descrivere per la loro spettacolarità).

Unica nota negativa è che, pur essendo il tema il cibo, non c'era nulla da assaggiare e che i prezzi del cibo sono abbastanza alti.

 

Pro:
Padiglioni fantastici
Spettacoli tutti all'altezza di stare all'Expo
Si posso scegliere innumerevoli percorsi da fare
Ci si può veramente sentire in altri paesi

Contro:
Poco tempo per viverlo, non dico tutto ma almeno un pochetto
Prezzo del cibo altissimo, e poi vogliono sfamare il mondo, con questi prezzi?
Brasile un po' deludente, una rete su un giardinetto... are you serious?
Fila interminabile ai padiglioni, 40 minuti in Giappone e ci è andata bene

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