Talenti di origine lucana crescono

Pubblicato: Giovedì, 04 Giugno 2015

di Giancarlo Filiani

Cataldi, Pellè, Caligiuri, tre alfieri del Potenza edizione 1974/75 che vinse un memorabile campionato di serie D dopo lo spareggio controla Juve Stabia allo stadio “Della Vittoria” di Bari. Per una strana coincidenza, omonimi di tre calciatori che gravitano nell’orbita della Nazionale azzurra di Conte.

 

Dei tre, a parte Daniel Caligiuri, esterno offensivo tedesco del Wolfsburg ma con passaporto italiano, fresco convocato in Nazionale per via delle sue origini calabresi, gli altri due giocatori hanno un legame con la nostra terra. Infatti il padre di Graziano punta del Southampton, Roberto Pellé, ha giocato a metà anni settanta con la maglia del Potenza lasciando nel complesso un bel ricordo.

Danilo Cataldi, giovane centrocampista laziale, sta bruciando le tappe passando in pochi mesi, nella stagione calcistica da poco terminata, dalla panchina all’ingresso in pianta stabile nella formazione titolare della Lazio in serie A. Romano de’ Roma , tuttavia, Cataldi è originario della Basilicata, infatti suo padre Franco è di Missanello, piccolo centro del potentino dove il piccolo Danilo da bambino, durante l’estate, trascorreva le vacanze con nonni, parenti ed amici, tirando i primi calci al pallone nel campetto della pineta e trascorrendo piacevoli serate nella piazzetta del paese. 

Proseguendo in questo ideale talent-show in salsa lucana non possiamo non parlare di Simone Zaza, attaccante di classe ed inventiva capace di gol davvero spettacolari con la maglia del Sassuolo. Il giovanotto di Metaponto dopo gli esordi nel Taekwondo, lasciò definitivamente le discipline orientali dedicandosi al football a tempo pieno con un crescendo di risultati sino all’esordio nella Nazionale italiana circa un anno fa. Può diventare un grande del calcio italiano, tecnica e coraggio non gli mancano a parte una certa idiosincrasia nel prendere gli aerei.

Una rivelazione dell’ultimo campionato italiano appena conclusosi? Riccardo Saponara sicuramente. Eppure per il tecnico trequartista romagnolo il girone di andata è stato una sorta di incubo chiuso a centrocampo nel Milan da Essien e Muntari (!!), considerato che ha visto il campo con il contagocce. Una stagione che sembrava fallimentare ma è bastato il suo ritorno ad Empoli, a gennaio durante il mercato invernale,  per esaltare le sue doti, la sua classe, i suoi dribbling, la velocità e i gol, per consacrarlo ai vertici del calcio nostrano.

Anche Riccardo ha sangue lucano in quanto i nonni sono di Palazzo San Gervasio, e lui parla con affetto e calore del paesino lucano dove, nelle sue pur non frequenti visite, viene accolto sempre con cordialità.

Ultimo di questa carrellata ma non ultimo per carisma e classe, Gianluca Sansone da Bella in provincia di Potenza, al Bologna in prestito dalla Sampdoria, che sarà impegnato nei prossimi giorni nella finale play-off di serie B per l’accesso in serie A nella gara tra i felsinei e il Pescara. Famoso per le sue punizioni telecomandate quando militava nel Sassuolo, per i suoi colpi ad effetto e l’inventiva delle sue giocate. Gli auguriamo un pronto rientro in serie A, lo merita!

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