Alberto Camerini: Rock 'n' roll robot

Pubblicato: Lunedì, 10 Agosto 2015

Gli anni ’80 erano anni di transizione tra due epoche, quella analogica e quella digitale. Cominciavano ad affacciarsi nelle nostre case i primi computer; gli orologi digitali, ovvero i cosiddetti orologi al quarzo, quelli che segnavano l’ora mostrando numeri formati da cristalli liquidi e non con il movimento di lancette meccaniche, impazzavano tra i ragazzi; nei bar, accanto ai flipper e ai biliardini, prendevano posto i primi videogiochi (tra tutti ricordiamo l’invaders) e in tv i cartoni animati per bambini si riempivano di robot, computer ed esseri spaziali.

Insomma eravamo proiettati nel futuro e anche la musica non poteva rimanere immune da questa trasformazione, sia a livello tecnologico degli stessi strumenti musicali, sia sugli argomenti trattati dai testi delle canzoni.

Così cominciavano ad nascere gruppi e cantanti che facevano di computer, robot e spazio intergalattico gli argomenti principali dei loro brani, spesso travestendosi da robot spaziali, e utilizzando raggi laser nelle loro scenografie.

Ricordiamo per esempio i Rockets che spopolarono negli anni ’80 con il loro travestimento argentato e le loro canzoni: Electric delight, On the road again e la mitica Galactica con musiche e voci alterate da avveniristici sintetizzatori. Le loro apparizioni televisive erano abbastanza inquietanti, non solo per come erano conciati, ma anche per come si muovevano (sembravano imitare Totò quando faceva la marionetta). Di artisti robot in giro per la televisione ce n’erano tanti, per esempio Mr. Zed, al secolo David Kirk Traylor che, vestito come Vidal il giorno del suo matrimonio, si muoveva come un robot semiumano e naturalmente cantava canzoni dal titolo R.O.B.O.T o I’m a robot. Per non parlare dei Kraftwerk (una band tedesca di musica elettronica) che, vestiti da ragionieri digitali, nel 1981 dedicarono un intero album al computer, dal titolo "Computer world".

Anche Phil Okey (cantante degli Human League) e Giorgio Moroder (quello di Flashdance) non rimasero immuni dal fascino del computer, e infatti li ricordiamo nel brano Together in electric dreams (composta da Giorgio Moroder) colonna sonora del film… Elictric Dreams, appunto (che raccontava il triangolo amoroso tra un architetto, una bella violoncellista e un pc, che in seguito a un corto circuito prende vita e…. guardatevi il film e lo scoprirete).

Ma noi oggi vogliamo ricordare un cantante italiano che era perfettamente calato in questa fase analogico/digitale che stava caratterizzando gli anni ’80, ovvero Alberto Camerini detto anche l’arlecchino elettronico nonché uno dei precursori del punk italiano assieme ai Krisma.

Alberto Camerini nasce a San Paolo del Brasile nel 1951 da una famiglia di origine ebrea fuggita nel 1938 nel paese sudamericano a causa delle leggi razziali che erano state emanate in Italia.

Negli anni 70 lavora soprattutto come musicista, infatti è stato un apprezzato chitarrista.

Il successo vero però arriva negli anni ’80 e tra i suoi brani più famosi ricordiamo Serenella, Tanz bambolina, e naturalmente Computer capriccio (spesso ritroviamo nei suoi brani il riferimento a questo nuovo apparecchio destinato a cambiare la vita di tutti noi).

Però tra le sue tante belle canzoni quella su cui vogliamo porre la nostra attenzione è Rock’n roll robot dove si parla di una nuova generazione di computer e bambole robot, con cui partecipò al Festivalbar e a Un disco per l’estate del 1981.

E’ una canzone allegra, ritmata, coinvolgente e che non si può far a meno di ballare, perciò scollate i vostri deretani dalle sedie e dateci dentro perché adesso dobbiamo cominciare a saltellare assieme ad uno scatenatissimo Alberto Camerini con la sua Rock ‘n roll robot, in un video originalissimo del 1981.

Alberto Camerini: Rock 'n' roll robot

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