Ciro Sebastianelli: Marta, Marta

Pubblicato: Domenica, 23 Agosto 2015

Anna, Giulia, Roberta, Silvia, Matilda e persino Carmela… potrei continuare all’infinito. Canzoni dedicate a una donna ce ne sono a vagonate, a ettari, a tonnellate. Ognuno di noi ha la sua canzone preferita col titolo femmineo, forse ci ricorda un amore o una delusione, ma nell’estate del 1980 c’era un nome che svettava su tutti… quello di Marta.

Non era la Marta di Venditti e nemmeno quella dei Nomadi, si trattava invece della Marta di Ciro Sebastianelli! Anzi per la precisione Marta, Marta, perché il titolo originale era proprio così, praticamente Marta al quadrato.

Se vi chiedessi a freddo di descrivermi Ciro Sebastianelli senza l’aiuto di internet sareste capaci di dire grosso modo come era fatto? No?? Allora vi aiuto io: prendete un viso dall’espressione renziana e mettetela sotto i capelli di Maradona e il gioco è fatto.

Ciro è nato a Napoli (come si può capire facilmente dal nome)  nel 1950, tra i suoi successi ricordiamo "Il buio e tu" col quale ha partecipato al Festival di Sanremo del 1978, arrivando quarto a un passo dal podio.

L’anno precedente (1977) per promuovere la sua canzone “Laura” (era fissato coi nomi di donna) andò a bussare alle porte delle radio inventando di essere un ragazzo padre in modo che trasmettessero il suo brano.

E’ stato anche protagonista di un film dossier sul terremoto dell’Irpina del 1980 dal titolo: “Apocalisse di un terremoto”.

Purtroppo Ciro Sebastianelli si è spento nel 2009 al San Raffaele di Milano a causa di problemi cardiaci.

Oggi lo ricordiamo con il suo più grande successo: Marta Marta, canzone che partecipò al Festivalbar del 1980 e che ha venduto più di 350.000 copie.

Eccolo qua, ospite di Superclassifica Show, con la sua camicia nera, col cravattino sottile bianco (come si usava all’epoca) e il pantalone leggermente ascellare, mentre canta appassionato la sua canzone per Marta, che nel video è una ragazza bionda completamente inespressiva (forse si chiamava Giuseppina).
Perciò adesso scrostiamo la ruggine dalle nostre corde vocali e, immaginando di essere intorno a un falò sulla spiaggia, cantiamo insieme a lui… Marta portami viaaaaa….

Ciro Sebastianelli: Marta, Marta

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