L'Est contro le quote

Creato: Mercoledì, 23 Settembre 2015 Pubblicato: Mercoledì, 23 Settembre 2015

di Antonio Savino

​L'ondata migratoria in atto in Europa rappresenta una "crisi umanitaria" con "un costo umano spaventoso e inaccettabile", che nel solo 2015 potrebbe portare a un milione di richieste di asilo nell'Ue: è quanto si legge nel rapporto 2015 sulle "Prospettive delle migrazioni internazionalì elaborato dall'Organizzazione perla Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse)", presentato alla vigilia del Consiglio Europeo straordinario di domani a Bruxelles.

Nel documento si afferma che l'attuale numero di migranti "non trova paragoni recenti" e si ipotizza pertanto che entro l'anno nei Paesi dell'Ue potranno essere presentate complessivamente un milione di richieste di asilo, ma con tutela garantita solo per "350.000-450.000" persone. 

In Italia il 3% dei rifugiati. Intanto un altro rapporto, sottolinea che meno del 10% dei rifugiati arriva in Europa, e di questi meno del 3% in Italia, ovvero meno del 3 per mille del totale. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel "Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2015" presentato oggi da Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e Sprar in collaborazione con Unhcr. Nel 2014 le domande di protezione internazionale presentate nel nostro Paese sono state quasi 65mila, con un forte aumento (+142,8%) rispetto al 2013 quando erano state circa 27mila. In calo invece l'immigrazione normale. 

L'Ue cerca Ia soluzione, ministri al lavoro. I ministri degli Interni dell'Unione europea sono riuniti dalle 14,30 a Bruxelles per tentare di rompere l'impasse sulla ricollocazione dei richiedenti asilo nel blocco. Al Consiglio straordinario, i delegati tenteranno di trovare l'accordo sulla ricollocazione di 120mila migranti nel blocco, si concentreranno sull'aumento degli aiuti ai rifugiati siriani in Turchia e Medioriente, discuteranno dei controlli alle frontiere per tamponare il flusso di persone in fuga da guerre e povertà. Domani invece si terrà il vertice Ue sulla crisi dei rifugiati. Nonostante per settimane si sia tentato di raccogliere consenso non è detto che oggi si arrivi ad una soluzione. I funzionari europei sperano che il summit di emergenza possa portare a impegni concreti su sostegno economico e di altro tipo a Turchia, Giordania e altri Paesi che ospitano più di 4 milioni di rifugiati siriani, così come agli 11 milioni di siriani sfollati all'interno del loro Paese a causa della guerra. 

Il blocco dell'est contro le quote. Dopo l'incontro dei titolari degli Interni la scorsa settimana, conclusosi senza esito, è chiaro che i Paesi contrari (Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) possono essere battuti al voto. L'Ue starebbe inoltre valutando se organizzare un mini summit con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan il 5 ottobre. Il vertice dei ministri è stato preceduto da una riunione negoziale degli ambasciatori dei 28 paesi Ue dalla quale è emersa la volontà di ricollocare tutti i 120mila profughi previsti (66 mila da Italia e Grecia e gli altri 54mila che spettavano all'Ungheria, paese che ha riununciato), in due anni. Ma Repubblica Ceca e Ungheria tornano a far sentire con forza la propria voce e dicono un no senza appello alle quote. 

Tafferugli in Croazia, chiusa frontiera con la Serbia. Tafferugli sono scoppiati tra la polizia croata e profughi, nel villaggio di Opatovac, dopo che ad alcuni richiedenti asilo è stato impedito di entrare in un centro di accoglienza recentemente aperto con lo scopo di registrare coloro che cercano rifugio in Europa. È di oltre dieci km la fila di camion fermi al posto di frontiera serbo-croata di Batrovci-Bajakovo, dopo la decisione ieri delle autorità di Zagabria di chiudere il valico ai mezzi pesanti, in polemica con Belgrado accusata di smistare verso la Croazia la massa di migranti e profughi provenienti da sud. Il valico è importante perchè corre lungo l'autostrada Belgrado-Zagabria, collegamento strategico tra Balcani e Europa centrale. Il governo serbo ha duramente protestato per tale decisione, definita irresponsabile e ha minacciato contromisure. Stop alla circolazione dei treni internazionali da e per la Baviera via Salisburgo, fino al 4 ottobre. 

La Svizzera: pronti a partecipare. Il Consiglio Federale ha dato un segnale forte affermando che siamo pronti a partecipare purché si prenda una decisione". Lo ha affermato la presidente della Confederazione elvetica e ministro della giustizia, Simonetta Sommaruga, all'arrivo al Consiglio straordinario sull'immigrazione, cui partecipano anche i paesi non Ue che aderiscono allo spazio Schengen (Norvegia, Islanda e Liechtenstein oltre alla Svizzera).

Merkel: sicurezza frontiere sia europea. La cancelliera tedesca Angela Merkel proporrà domani al Consiglio europeo straordinario una riforma della zona Schengen, perché nel futuro la sicurezza delle frontiere esterne dell'Ue sia materia comune e non dei singoli Paesi. 

Mattarella: no alla chiusura delle frontiere. Nel frattempo Sergio Mattarella avverte l’Ungheria che «la chiusura delle frontiere» «il filo spinato» sono «soluzioni illusorie», e richiama la coesione e la compattezza dell’Europa perché «i fenomeni migratori possono essere governati e regolati. Ma non possono farlo i singoli paesi da soli. Serve l’Unione europea nel suo complesso». 

Gentiloni: rivedere Dublino, l'Ue troppo lenta. Quella di rivedere le regole di Dublino è una idea che sosteniamo da qualche mese, anche se bisogna farlo con gradualità. La velocità delle decisioni dell'Ue è insufficiente rispetto ai flussi migratori e alle tensioni che questi provocano tra i diversi Paesi" ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

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