Valentino assolto dall'Italia sportiva

Creato: Mercoledì, 28 Ottobre 2015 Pubblicato: Mercoledì, 28 Ottobre 2015

di Antonio Savino
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Nuove immagini assolvono Valentino Rossi. Il primo a colpire è stato Marquez, con il casco sulla gamba di Rossi. Come dice giustamente il presidente del Coni  Giovanni Malagò "Mi sembra che Valentino stesso lo abbia riconosciuto, è cascato nella provocazione. C'è una responsabilità da parte sua però io lo voglio assolutamente difendere e non per un fatto istituzionale". Il contatto fra Valentino Rossi e Marc Marquez con caduta dello spagnolo nel Gran Premio di Malesia della classe MotoGp è l'epilogo di una lunga schermaglia iniziata prima a parole e poi conclusasi in gara.

 


Secondo il numero uno del Coni, "la poca sportività dimostrata da Marquez" mette in mostra come le dichiarazioni della vigilia di Rossi "fossero assolutamente vere". Malagò non entra nel merito della squalifica comminata a Rossi, che partirà dall'ultima fila nel decisivo Gp di Valencia ma mette in luce come: "Così facendo si sia falsato il mondiale e questo non lo trovo giusto". 

Il pesarese, ancora leader del mondiale, ha fatto intendere che potrebbe anche non presentarsi al Gp decisivo in Spagna. "Capisco il suo rammarico e la sua rabbia perché oggettivamente sarebbe un risultato straordinario per lui vincere questo decimo mondiale dopo una stagione strepitosa - dichiara Malagò -. Se potessi dargli un consiglio gli direi invece di partecipare per non dare alibi e soddisfazione alle persone che hanno creato questi problemi". "Questo - conclude - lo metterebbe in condizione di avere ancora più affetto da parte della gente e non solo della sua gente".

 

La stampa spagnola
La Spagna non è tenera con Valentino Rossi: la stampa sportiva lo paragona a Zidane che abbatte Materazzi con una testata e si gioca le sue chance mondiali. Uno dei tanti colpi scorretti dello sport che hanno cambiato le sorti di una gara e diviso tra innocentisti e colpevolisti. 

Le tensioni e le polemiche tra i protagonisti del Motomondiale sono esplosi tutti insieme sulla pista di Sepang, dove si è forse arenata la speranza di Valentino Rossi di conquistare il titolo. Una pista maledetta, quella malese: quattro anni fa vi trovò la morte in gara Marco Simoncelli. Tutto comunque congiurava per una gara ai limiti tra il campione italiano, il rivale Jorge Lorenzo e il suo presunto alleato Marc Marquez, una corsa-chiave per la lotta al titolo conteso tra i due portacolori Yamaha. Sospetti e accuse, ripicche e odi neanche troppo sotterranei si sono riversati tra le curve del circuito malese, concentrandosi nel duello tra Rossi e Marquez, con Lorenzo spettatore e una rivalità accesa nel dopo gara sull'asse Italia-Spagna. 

In pista, l'italiano rispondendo con foga alle "provocazioni" ha allargato un ginocchio, lo spagnolo è caduto, senza conseguenze, e Valentino è finito sul banco degli imputati, punito infine con un ultimo, esiziale posto in griglia nell'ultima decisiva corsa stagionale.

Amaro Rossi nel dopo-gara: "L'ha avuta vinta Marquez: io voglio solo correre. La sanzione non è giusta, ho solo reagito al suo comportamento". Ora per il Mondiale "non è finita, ma questa decisione mi taglia le gambe. Dovrò decidere se correre" a Valencia, ha detto colmo d'indignazione. Il teorema del complotto spagnolo per far cadere l'italiano è sostenuto con forza dal padre di Rossi, Graziano, e in sua difesa si sono anche alzate le voci di due tifosi doc come Fiorello e Cesare Cremonini. Lorenzo e Marquez puntano il dito sul collega, il primo sostenendo che andava squalificato e il secondo affermando di aver perso la stima nei suoi confronti. 

Unanimi dalla Spagna i media, tutti col pollice verso per il comportamento di Rossi. "È la nuova testata di Zidane", scrive il quotidiano politico El Pais, aprendo una galleria di ricordi che all'insensato gesto del francese contro Materazzi nella finale del Mondiale 2006 porta al morso di Suarez su Chiellini in Italia-Uruguay a Brasile 2010 o a quello di Mike Tyson a Evander Holyfield sul ring di Las Vegas nel '97, passando per i duelli "autoscontro" in Formula 1 tra Ayrton Senna e Alain Prost o tra Michael Schumacher e Jacques Villeneuve. Rabbia e frustrazione, calcolo e temerarietà, in pista e fuori, hanno da sempre accompagnato le imprese dei campioni, finendo spesso per tradirli. Rossi e Marquez in questa stagione hanno fatto spesso a sportellate in pista, in un crescendo di rivalità che i sospetti delle ultime settimane hanno acuito allo spasimo. Rossi è caduto nella trappola della tensione, costruita forse ad arte. Tra due settimane dovrà rialzarsi, partendo dal fondo della griglia, proprio in Spagna, uno contro tutti. Un'impresa che varrebbe il decimo titolo.

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