Clima c'è l'accordo

Creato: Domenica, 13 Dicembre 2015 Pubblicato: Domenica, 13 Dicembre 2015

Di Antonio Savino
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C’è l’ accordo sul clima dei 195 delegati dei Paesi extraeuropei piùla Ue che a Parigi hanno partecipato alla XXI conferenza internazionale dell'Onu sui cambiamenti climatici.

 

Obama, accordo mondiale grazie a leadership Usa - "E' enorme: quasi tutti i paesi del mondo hanno firmato per l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, grazie alla leadership americana". Lo ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Questa è "la migliore chance al momento" di salvare il Pianeta, ha aggiunto Obama commentando dalla Casa Bianca l'accordo sul clima raggiunto a Parigi.

"A Parigi ci sono state grandi rivoluzioni in due secoli ma ora è una grande rivoluzione per il Pianeta, contro il cambiamento climatico". Così il presidente francese Francois Hollande nel discorso ai delegati della Cop21 rilevando che "la data 12 dicembre resterà una grande data per il pianeta", in cui si segna un passo importante nella "lotta per l'uguaglianza e i diritti umani, grazie a voi".  "Siamo nella storia. E a questa storia ha contribuito anche l'Italia, che sin dall'inizio con tutta l'Europa ha creduto nell'obiettivo ambiziosissimo di 1,5 gradi". Così il ministro dell'Ambiente italiano, Gian Luca Galletti, commenta l'adozione dell'accordo Onu sul clima. 

L'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici "è insufficiente per tutelare i paesi piu' poveri". E' il commento di Oxfam secondo cui "le conclusioni emerse non scongiurano l'innalzamento delle temperature di 3 gradi di qui al 2050". L'accordo rappresenta "un significativo passo in avanti", si legge in una nota, "ma non stanzia risorse finanziarie sufficienti per l'adattamento al cambiamento climatico per i Paesi in via di sviluppo. Nonostante gli impegni assunti per la prima volta da oltre 190 Paesi per salvare il clima, le conclusioni del vertice non appaiono perciò all'altezza delle ambizioni che erano state dichiarate nei discorsi di apertura da parte dei leader di tutto il mondo".

Secondo Oxfam "è fondamentale che i Governi ritornino al tavolo negoziale prima che l'accordo entri in vigore dal 2020 al fine di rafforzare gli impegni in termini di tagli alle emissioni e di finanziamenti per il clima". L'accordo "riconosce che nei prossimi cinque anni c'è bisogno di maggiori risorse da destinare alle comunità per adattarsi ai cambiamenti climatici, eppure non include alcun impegno concreto per permettere che queste risorse siano realmente stanziate". Al momento, prosegue Oxfam, "non c'è nulla nell'accordo che dia garanzia che gli attuali impegni di riduzione possano essere rafforzati prima che entrino in vigore. Ciò rende molto difficile mantenere l'aumento delle temperature al di sotto dei 2 gradi e pressoché impossibile evitare che il surriscaldamento globale superi 1,5 gradi". Secondo le stime di Oxfam, quindi, alla luce del nuovo accordo, "i Paesi in via di sviluppo non vedono alcuna riduzione del rischio di dover far fronte entro il 2050 a costi che ammontano a circa 800 miliardi l'anno. Nota positiva nell'accordo è l'introduzione di una sezione ad hoc su perdite e danni causati dai cambiamenti climatici.

Tuttavia l'esclusione della possibilità di individuare responsabilità dirette, desta preoccupazioni ed è un aspetto che necessita di essere ulteriormente esaminato".

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