La fine di Alloush

Creato: Sabato, 26 Dicembre 2015 Pubblicato: Sabato, 26 Dicembre 2015

di Antonio Savino
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Zahran Alloush, capo del gruppo Esercito dell’Islam, uno dei più potenti tra ribelli siriani, è stato ucciso in un raid aereo che ha preso di mira il quartier generale del gruppo nei sobborghi di Damasco. Lo riferiscono due fonti dei ribelli, aggiungendo che a bombardare sarebbero stati aerei russi.

 

Chi era Alloush 
L’Esercito dell’Islam, che conta su migliaia di combattenti addestrati, è il più grande dei gruppi ribelli attivi ed è considerato quello meglio organizzato. Di fatto gestisce la zona di Ghouta orientale, alla periferia di Damasco, ed è fautore di un proprio Stato Islamico. Secondo fonti di intelligence occidentale ha fra 15mila e 20mila combattenti. Nei giorni scorsi il gruppo aveva partecipato anche al summit di Riad per la nascita della coalizione a guida saudita in chiave anti-russi.

Bombe sulla riunione 
I ribelli riferiscono che Alloush è stato ucciso mentre stava tenendo una riunione con altri leader ribelli in un sobborgo di Damasco. La morte di Alloush, riferiscono le fonti, è un duro colpo per il controllo dei ribelli dell’area suburbana orientale nota come Ghouta. Gli esperti della difesa sostengono che lo scompiglio tra le forze ribelli potrebbe inoltre consolidare il controllo del presidente siriano Bashar Assad sul resto dell’area. Diversi leader ribelli sono stati uccisi da quando la Russia ha avviato una campagna di raid aerei in Siria il 30 settembre a sostegno del suo alleato Assad, nonostante Mosca sostenga che i suoi attacchi sono concentrati contro lo Stato islamico.

La battaglia di Ramadi
Sul fronte iracheno infuria senza sosta la battaglia a Ramadi. Le forze di sicurezza di Baghdad sarebbero riuscite a riprendere il controllo del 50% del quartiere amministrativo della città a ovest di Badghad, nel quarto giorno di offensiva per sottrarla allo Stato islamico. Si combatte strada per strada. Nell’offensiva sarebbero impiegati circa 10mila uomini tra esercito iracheno, milizie sciite, tribù sunnite fedeli al governo di Baghdad e Peshmerga curdi. L’eventuale ripresa di Mossul da parte delle forze di Baghdad toglierebbe all’Isis il più grande centro sotto il suo controllo fra Iraq e Siria. «Una volta presa Ramadi, riconquisteremo Mossul», afferma il premier iracheno al-Abadi.

Il Califfo libera 25 ostaggi cristiani 
Lo Stato islamico ha liberato nel nordest della Siria 25 ostaggi assiri, appartenenti a una minoranza etnica di fede cristiana, in cambio del pagamento di un riscatto. Lo riferisce sempre l’Osservatorio siriano per i diritti umani. I liberati appartengono al gruppo di oltre 200 assiri rapiti dall’Isis a fine febbraio scorso nella città di Tel Tamr e nei dintorni, nella provincia nordorientale di Hasaka. L’ong non ha precisato dove precisamente siano stati liberati i 25 ostaggi né l’ammontare del riscatto pagato per la liberazione. Lo scorso 9 gennaio i jihadisti avevano liberato altri 25 assiri nella provincia di Hasaka dopo che la Chiesa assira dell’est aveva pagato un riscatto, secondo quanto aveva rivelato allora a Efe il comandante del Consiglio militare siriaco siriano, Kino Gabriel.

Accordo Onu per evacuare 2mila jihadisti
In base ad un accordo raggiunto con la mediazione dell’Onu, circa duemila jihadisti, compresi militanti dell’Isis e di Al Nusra, dovrebbero essere a breve evacuati, con 18 autobus, dal campo profughi palestinese di Yarmuk, in unsobborgo a sud di Damasco, dove si trovano assediati. Lo ha annunciato la televisione di Hezbollah in Libano. ripresa da media israeliani. Secondo le informazioni - pubblicate da Ynet - diciotto autobus sono giunti nell’area di al Qadm, per caricare a bordo circa 1.500 miliziani e loro familiari dal campo profughi palestinese di Yarmuk e dalla vicina zona di Hajar al Aswad - una roccaforte dello Stato Islamico- e per trasferirli in altre zone sotto il controllo del Califfato e di altri gruppi radicali. Non è chiaro se gli autobus sono stati forniti dall’Onu o direttamente dall’esercito regolare siriano.

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