La Grecia contro l'Austria

Creato: Venerdì, 26 Febbraio 2016 Pubblicato: Venerdì, 26 Febbraio 2016

di Antonio Savino
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La Grecia ora ce l'ha con l'Austria. Ha deciso di richiamare il proprio ambasciatore a Vienna in seguito al vertice Austria-Balcani sui migranti. «Iniziative unilaterali volte a risolvere il problema dei rifugiati sono pratiche che possono minare le fondamenta ed il processo di integrazione dell’Europa», si legge in una nota diffusa dal ministero ellenico che, motivando la decisione, aggiunge: «La responsabilità di affrontare l’immigrazione e la crisi dei rifugiati non può essere data ad un solo Paese».

«Non saremo il Libano d’Europa»

Il viceministro per l’Immigrazione greco Ioannis Mouzalas al suo arrivo al consiglio degli Interni europeo, oggi in corso a Bruxelles, ha espresso così la posizione di Atene: «La Grecia non accetterà azioni unilaterali. Anche noi possiamo farle. Non accetteremo di diventare il Libano d’Europa e di diventare un magazzino di anime, anche se questo comporta un aumento di fondi».

 

Il blocco balcanico chiude i confini

La polemica è stata innestata dal vertice di ieri a Vienna in cui i ministri degli esteri e degli interni di dieci Paesi (Albania, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia, oltre all’Austria) si sono incontrati per concordare misure finalizzate a ridurre in modo sostanziale i flussi migratori lungo la rotta balcanica. Solo i rifugiati che necessitano di protezione internazionale verranno lasciati passare, mentre quelli che mostrano documenti falsi o rilasciano dichiarazioni non vere, ad esempio sul proprio Paese d’origine, verranno respinti alle frontiere.

 

Lo sgombero della “Giungla”

In Francia, intanto, il tribunale di Lille ha autorizzato l’evacuazione della parte meridionale della “Giungla”, l’accampamento a Calais che ospita migliaia di migranti in attesa di attraversare la Manica per raggiungere il Regno Unito. La decisione era stata bloccata martedì per un ricorso contro l’operazione disposta dalla prefettura locale presentato in tribunale.

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