Liberato il porto di Sirte

Creato: Sabato, 11 Giugno 2016 Pubblicato: Sabato, 11 Giugno 2016

di Antonio Savino
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Il porto di Sirte, roccaforte del Daesh in Libia, è stato liberato. Il portavoce delle forze fedeli al governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj, generale Mohamed al Ghasri, ha annunciato che i leader del Daesh sono fuggiti nel deserto in direzione sud.

 

Continua l’offensiva finale per liberare Sirte dall’Isis. Le forze libiche hanno annunciato di aver ripreso il controllo del porto, dopo pesanti scontri, mentre i combattimenti per riprendere la città continua. Il portavoce delle forze fedeli al governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj, generale Mohamed al Ghasri, ha aggiunto che i leader dell’Isis sono fuggiti nel deserto a sud, ma che molti jihadisti sono ancora sotto assedio nel centro della città costiera.

Già nella serata di ieri il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, aveva annunciato attraverso un comunicato la vittoria contro le forze dello Stato islamico, invitando le milizie sul posto a salvaguardare l’incolumità dei civili. Il capo del Consiglio presidenziale con sede a Tripoli, inoltre, ha chiesto alle diverse fazioni militari del paese di unirsi «alle forze vittoriose» per «costruire insieme la nazione libica ed essere uniti contro il nemico comune». Il riferimento sembra essere al generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito libico della Cirenaica che non riconosce il governo tripolino.

La liberazione di Sirte rappresenta certamente un grande successo per l’esecutivo libico di Tripoli sostenuto dalle Nazioni Unite. Gli analisti, tuttavia, continuano a considerare lo Stato islamico come un pericolo per i fragili equilibri della Libia.

Secondo Mattia Toaldo, analista sulla Libia dell’European Council on Foreign Relations a Londra, è ancora presto per cantare vittoria: potrebbe volerci diverso tempo per ripulire del tutto la città della presenza dello Stato islamico, non solo in termini di uomini ma anche esplosivi e mine. «A quanto risulta - spiega l’analista ad “Agenzia Nova” - l’intenzione delle forze di Misurata è di dare le chiavi della città alle autorità locali. C’è la consapevolezza che il precedente atteggiamento vessatorio verso la città di origine di Muhammar Gheddafi è stata una delle cause dell’avvento dell’Isis».

L’area di Sirte, peraltro, è territorio della tribù dei Warfallah, fra le più numerose del paese e protette dal defunto colonnello Gheddafi: «Politicamente, il governo di accordo nazionale, e soprattutto Misurata e Jadhran, ne escono rafforzati, ma è anche vero che ora dovranno essere bravi a mantenere alta l’attenzione internazionale sulla Libia nonostante la caduta di Sirte», ha detto Toaldo. «Bisogna stare in guardia - ha aggiunto - sia alla reazione dell’Isis, prevedibilmente con attentati terroristici, che di Haftar che sembra essere stato marginalizzato da questa battaglia e tornerà alla carica».

 

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