Strane coincidenze

Creato: Martedì, 10 Marzo 2015 Pubblicato: Martedì, 10 Marzo 2015

Di Antonio Savino
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L’omicidio del leader dell’opposizione russa Boris Nemtsov non è legato alla pista dell’estremismo islamico ceceno, ma potrebbe essere stato organizzato da alcuni funzionari del Cremlino. Lo ha ribadito Ilya Jašin, un compagno di partito del leader dell’opposizione russa assassinato il 27 febbraio a Mosca, contestando ancora una volta la pista seguita finora dagli inquirenti.

Ilya Jašin ha parlato dopo che Zaur Dadaev e Anzor Gubašev, due uomini di origini cecene arrestati nei giorni scorsi in Inguscezia, sono stati accusati di omicidio, dopo l’arresto di altre tre persone. Un sesto sospettato si sarebbe suicidato la notte del 7 marzo nel suo appartamento a Grozny, durante un blitz della polizia. Zaur Dadaev, l’unico tra i fermati ad aver confessato l’omicidio, è stato vicecomandante del battaglione Sever delle forze speciali cecene e nell’ottobre del 2010 è stato decorato con una medaglia al merito dall’attuale presidente russo, Vladimir Putin. Secondo gli inquirenti, Boris Nemtsov sarebbe stato ucciso da Zaur Dadaev e altri estremisti islamici ceceni perché aveva difeso pubblicamente le vignette su Maometto pubblicate dal settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Ma questa ipotesi non convince Jašin e gli altri politici vicini a Boris Nemtsov, che, come detto, ipotizzano il coinvolgimento di alcuni funzionari del Cremlino. “Le nostre paure peggiori si stanno avverando. L’uomo che ha premuto il grilletto sarà condannato, mentre i mandanti saranno lasciati a piede libero. La teoria sugli estremisti islamici fa comodo al Cremlino e tiene Putin lontano dai riflettori”, ha dichiarato Jašin. Nei giorni precedenti alla sua morte, Nemtsov stava lavorando a un’inchiesta sulla presenza di soldati dell’esercito russo tra le file dei separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina. Coincidenza strana, tutto questo sta accadendo da quando si è venuti a conoscenza che Vladimir Putin aveva deciso di annettere la Crimea già a febbraio del 2014. Il presidente russo aveva rivelato in un documentario che stava pianificando l’annessione della Crimea alla Russia quattro giorni prima dell’inizio dei combattimenti nella regione. La penisola della Crimea è stata annessa alla Russia il 18 marzo del 2014 e la Russia ha sempre negato di aver sostenuto i secessionisti filorussi, ma in un documentario che sarà trasmesso sulla televisione di stato russa Putin dice di aver deciso di annettere la Crimea in una riunione che si è tenuta al Cremlino nella notte tra il 22 e il 23 febbraio del 2014, a cui hanno partecipato i capi delle forze speciali russe e il ministro della difesa. Putin ha detto: “Ho chiesto ai capi dei nostri servizi speciali di salvare la vita del presidente ucraino, che era stato liquidato. La riunione è finita alle sette del mattino e quando stavamo andando via ho detto che eravamo costretti a riportare la Crimea di nuovo alla Russia.”

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