Quando corre Nuvolari …

Pubblicato: Venerdì, 07 Ottobre 2016

Il suo “mito” intramontabile rivive nell’opera di cinquantuno artisti. Le opere in mostra alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova)

di Francesco Mastrovito

Capraro Sabina, Silenzio la storia racconta, 2016, tecnica mista su tela, cm 60x70

A Tazio Nuvolari (Castel d’Ario 1892 – Mantova 1953), al “pilota che sfidava anche gli aeroplani” e che – come cantava ancora Dalla – aveva “un talismano contro i mali”, nel sessantesimo anno dalla sua scomparsa, viene dedicata una bella mostra negli spazi della Casa Museo Sartori a Castel d’Ario (Mantova), sua città natale, che vuol essere un omaggio dell’arte ad un impareggiabile e inarrivabile “artista” del volante.

Si tratta di una rassegna collettiva, ideata da Adalberto Sartori dal titolo “Artisti per Nuvolari”, curata da Arianna Sartori, la quale ha selezionato per l’occasione le opere di cinquantuno artisti in cui ciascuno, con la propria fantasia e personalità, fa rivivere il suo mito,  in cui si impersonava la sua irripetibile stagione sportiva, ricca di tanti primati e successi, in quel lontano e ora inimmaginabile mondo di aspre competizioni sportive in cui però (come lui stesso ci ha dato testimonianza anche con le sue immagini da sensibile e raffinato fotoamatore; ai suoi scatti fu dedicata nel 2009 una bella mostra alle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova) c’era tanta “poesia”. Ci dice la Sartori, “lo abbiamo sentito come un personaggio ideale, capace di ispirare molti artisti perché non anonimo, perché eroe positivo, perché simbolo di un’Italia in crescita, personaggio molto conosciuto, famoso, celebrato e spesso ricordato, da analizzare con attenzione, celebrato sì ma non con l’enfasi che forse meriterebbe”. 

da sinistra: FACCIOLI Giovanni, Dietro a Nuvolari. fumo e polvere, 2016, olio su tavola, cm 84x62 - MOLINARI Mauro, Alfa Romeo 8c-35, 1935, 2016, acrilico su tela, cm 50x50

Infatti, il più grande pilota di vetture della prima metà del secolo scorso è da sempre entrato nell’immaginario popolare, per quelle doti di coraggio, audacia e spregiudicatezza che tutti gli hanno riconosciuto e spesso “invidiato”. Negli anni Trenta, la popolarità di Tazio era straripante, conteso dai grandi dell’epoca: nel 1932, undici giorni dopo il trionfo di Montecarlo, Gabriele D’Annunzio lo riceveva al Vittoriale e lo  omaggiava di una piccola tartaruga d’oro, gioiello che Tazio avrebbe poi assunto come proprio simbolo e amuleto. La tartaruga sarebbe stata da lui usata anche nella carta da lettera, dipinta sulla fiancata del suo aereo privato, appuntata sulle sue maglie di colore giallo. Qualche anno dopo, Secondo Casadei, fondatore dell’omonima orchestra, gli dedicava una canzone; Enzo Ferrari, più tardi, di diceva di lui: “ha un coraggio quasi disumano”. Ed anche nei nostri giorni, come ricordato, il compianto Lucio Dalla gli ha dedicato una canzone che tutti abbiamo amato e anche cantato, che tra l’altro diceva: “Gli uccelli nell’aria perdono l’ali quando passa Nuvolari! / Quando corre Nuvolari mette paura … / perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura”.

L’immaginario collettivo nel quale contemporaneamente alle gesta del pilota, ma anche nei decenni successivi, si sono sedimentate le emozioni di generazioni e generazioni di appassionati di automobilismo ma anche di gente comune affascinata dalla sua leggendaria figura di “eroe”, magari immortalata nelle copertine della “Domenica del Corriere” o della “Tribuna illustrata”, viene ora ad arricchirsi delle immagini create dagli artisti, invitati a realizzare per l’occasione un’opera dedicata al grande pilota:  Arduini Marco, Badaloni Ariberto, Barbero Carlo, Barbieri Nicoletta, Bedeschi Nevio, Bellardi Franco, Benetton Simon, Berti Fabrizio, Biagioni Emanuele, Bianco Lino, Bongini Alberto, Buratti Romano, Calabrò Vico, Cancelliere Mario, Capraro Sabina, Castaldi Domenico, Cerri Giovanni, Denti Giuseppe, Faccioli Giovanni, Ferri Massimo, Fonsati Rodolfo, Galante Sabino, Gravina Aurelio, Lo Presti Giovanni, Luchini Riccardo, Macaluso Elisa, Miano Antonio, Molinari Mauro, Monaco Maria Elena, Mutinelli Elena, Origlia Agnese, Paggiaro Vilfrido, Pagliaro Aldo, Pallotta Caterina, Paoli Piero, Pascoli Gianni, Perone Gennaro, Pesci Brenno, Piantoni Beniamino, Picco Achille, Piovosi Oscar, Previtali Carlo, Romani Massimo, Romilio Nicola, Rossato Kiara, Sacco Giovanni, Savazzi Andrea, Sonnini Massimo, Taiana Jo, Taramasco Fabio, Terreni Elio, Valentinuzzi Diego, Venditti Alberto, Venuto Luciana, Vitale Francesco, Viterbini Paolo, Zoli Carlo.

Questa edizione è ampliata da un’esposizione collaterale di opere grafiche di Nicola Costanzo, trattasi di una serie di tredici xilografie a più colori, realizzate dalla fine degli anni ottanta, e dedicate alla vita del nostro Campione, con uno sconfinamento di alcune tavole dedicate a Gabriele D’Annunzio compresa una xilografia che li raffigura nello storico incontro del 28 aprile 1932 al “Vittoriale”.

 da sinistra: PERONE Gennaro, Tazio Nuvolari in posa, 2016, idrolio su tela, cm 70x50 - ROMANI Massimo, Tazio, 2016, olio su tela, cm 40x40

In altre due sale della “Casa Museo” sono esposte una selezione di opere già presentate al pubblico nelle precedenti edizioni di una rassegna che, dato il successo ottenuto fino ad ora, è diventata oramai una vera e propria “tradizione”. 

Gli artisti presenti, di generazioni diverse, provenienti dalle svariate regioni italiane, hanno aderito con entusiasmo, perché coinvolti e stuzzicati, provocati da ‘tanto’ personaggio che bene si prestava alle diverse interpretazioni delle singole personalità. Alcuni artisti avevano vissuto in gioventù il mito di Nuvolari, altri oggi, lo rivivono nel ricordo; ne è nata una raccolta di opere intrigante e curiosa, che solo nel soggetto trova davvero un senso logico, ma più affascinante ancora è rilevare quale sia l’aspetto del personaggio che abbia colpito la fantasia e la creatività dei nostri artisti”. Equilibrare le diverse espressioni artistiche, coinvolgere le molte e diverse personalità, non è stato facile, certamente i pittori invitati, tutti artisti consacrati, tra i quali alcuni anche titolari di cattedre in accademie d’arte italiane, o altri che, pur essendo giovani, già si sono posti all’attenzione della migliore critica, hanno prodotto lavori molto interessanti, che in questa bella mostra-omaggio si susseguono come in una fantasmagorica “passerella” di stili, linguaggi, segni, colori.

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Terra di Basilicata - Dir. Resp. Antonio Savino - Aut. Trib. Potenza 357/08 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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