Gli squali si arenano al Viviani

Pubblicato: Domenica, 25 Settembre 2022

di Pasquale Scarano

I terribili predatori dei mari confidavano di addentare facili bersagli per saziare la loro sete di vittoria, invece gli squali del Tirreno si sono arenati sul terreno del Viviani, dove hanno trovato forte resistenza da parte di coloro che erano destinati a soccombere.

Una resistenza che ha portato i leoni di mister Siviglia a raggiungere un insperato pareggio contro la capolista Crotone, nei minuti finali dell’incontro, ormai sempre in zona Cesarini. Un risultato cercato e raggiunto, dopo il vantaggio ospite, con volontà e dedizione, nonostante le difficoltà logistiche della manovra, dovute alla forza dell’avversario. Un team, quello di mister Lerda, di grandi qualità tecniche, di elevate caratteristiche fisiche, capace di pressare alto e di giocare corto in 20 metri, per non dare spazi di manovra ai rivali, rubando palla e ripartendo in velocità.

I calabresi si presentavano con il solito modulo del 4-3-3, con Branduani tra i pali, Bove e Cuomo centrali a guardia dell’area e dominatori sui palloni alti, tranne che in occasione del goal subito; sugli esterni giostravano in entrambe le fasi, difensiva ed offensiva, Calapai e Giron ex di turno. In mezzo al campo Petriccione distribuiva con eleganza il gioco, anche con lanci di 40 metri, appoggiato dall’incontrista Awua, terribile ruba-palloni, ed il vivace Vitale spesso incursore nell’area avversa. In attacco Chiricò e Tribuzzi, con le loro iniziative bloccavano indietro i terzini Rillo e Gyamfi incapaci di proporsi in avanti, e mettevano in moto il pericolosissimo Gomez, peraltro autore del goal del vantaggio. Dal loro canto i potentini schieravano Gasparini a difesa della porta protetto da Matino e Girasole stopper, entrambe impegnati a contrastare Gomez, a centrocampo Steffè in mediana in difficoltà su Petriccione, mentre Talia e Del pinto spesso incrociavano, non senza problemi, Vitale ed Awua. In zona d’attacco Caturano, quasi sempre isolato servito con palloni decisamente lunghi, lottava come un leone senza avere supporti efficaci da Di Grazia e Del Sole.

La gestione del match era, dunque, degli squali, ed i leoni ogni tanto riuscivano a spezzare questa pressione, solo con delle ripartenze veloci che, purtroppo evaporavano per assenza, sia dei tempi giusti, sia della lucidità necessaria per chiudere combinazioni che fossero vincenti. Solo al 27° un pallone perso da Awua metteva in condizione Caturano di lanciare un missile poco sopra la traversa; quindi al 30° Chiricò prendeva l’iniziativa e pennellava per Vitale che con un retro di petto consentiva a Gomez di piazzare nell’angolo di Gasparini un colpo da biliardo. Il Potenza sbandava ma i pitagorici non riuscivano a trovare il colpo del KO, come quando al 43°, un Gomez sprecone concludeva ignobilmente e da buona posizione, su servizio di Petriccione.

Questo è quanto si è verificato nella 1° frazione di gioco, nella quale i pitagorici avevano comandato il gioco; nel secondo game gli ospiti cercavano la chiusura del match con Vitale che con stile impeccabile colpiva d’esterno collo e mandava i pallone a sbattere sul palo alla sinistra di un Gasparini ampiamente battuto. Siviglia correva ai ripari ed immetteva Schimmenti, Emmausso Belloni e Laaribi, per Del Sole, Di Grazia Steffè e Talia, inserendo, quindi un attaccante in più al posto di un centrocampista. Il Potenza prendeva in mano il gioco ed al 20° una botta di Matino dai 30 metri costringeva Branduani ad un difficile intervento, ma un minuto dopo Chiricò scaldava i guanti di Gasparini superbo nel gesto atletico. Al 42° la svolta del match, con Laaribi che, battendo una punizione sulla ¾ inventava una traiettoria perfetta per l’incornata irresistibile di Emmausso che, in diagonale, lasciava di stucco Branduani, per il sospirato pareggio dei leoni. Terminava in tal modo il confronto con la capolista, (che alla fine restava in 10 per un fallaccio del neo-entrato Panico), festeggiato ampiamente e con un sospiro di sollievo dai 3000 del Viviani.

 

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