Una scuola più umanistica e meno tecnica

Pubblicato: Mercoledì, 25 Gennaio 2017

(Comunque tutti ammessi agli esami!)

di Donato Sabina

Approvate in extremis dal Consiglio dei Ministri del 14 gennaio scorso (un giorno prima della scadenza!) otto delle nove deleghe necessarie ad attuare la Riforma della Buona Scuola, quel corposo macro-articolo cioè, entrato in vigore nel luglio 2015. Sono passati in tutto sedici mesi(un po' troppi), mentre una prima parte della Legge 107 (dalla chiamata diretta dei docenti al bonus premiale, dall'alternanza scuola lavoro allo school bonus) aveva già preso il via tra non pochi  errori, chiarimenti, polemiche e contestazioni.

Tutto questo mentre l'unico ministro (Giannini) del fu governo Renzi, è stato mandato a casa. Il che, sicuramente, non è un messaggio rassicurante...

Il Governo comunque ha mantenuto fede agli impegni e, a parte una nona delega che andrà a revisionare il Testo unico sulla scuola (per la quale è previsto un disegno di legge delega specifico e successivo), le otto promesse sono state mantenute. 

I decreti riguardano:

  • il sistema di formazione iniziale e di accesso all'insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;
  • la promozione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
  • la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale;
  • l'istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;
  • il diritto allo studio;
  • la promozione e la diffusione della cultura umanistica;
  • il riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero;
  • l'adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

 

La parte più interessante sembra essere quella relativa alla promozione e diffusione nelle scuole della cultura umanistica, cioè un generale potenziamento di quello che costituisce (finalmente qualcuno se n'è accorto!) il nostro più autentico patrimonio, ciò che ci rende famosi ed apprezzati nel mondo. Alla faccia di quel politico che non molti anni fa aveva affermato :<< con la cultura non si mangia>>.

La Buona Scuola invece si propone di valorizzare non solo l'arte ma le arti visive, il design ed altre forme artistiche, anche connesse con l'artigianato artistico e con le produzioni di qualità del Made i?n Italy.

E, insieme all'arte, ad essere potenziati saranno: la pratica dello strumento, del canto e della danza; l'ambito teatrale-performativo (tramite la conoscenza e la pratica dell'arte teatrale o cinematografica di altre forme di spettacolo artistico-pcrformativo) ed infine  la conoscenza e la pratica della scrittura creativa, della poesia e di altre forme simili di espressione, della lingua italiana, dei linguaggi e dei dialetti. 

Sono questi i "temi della creativita?", che andranno a comporre il curricolo degli studenti e che le scuole, nella loro autonomia, dovranno insegnare ed implementare. Una scuola meno tecnocentrica allora, almeno nelle intenzioni.

Sono previste al riguardo specifiche azioni, come ad esempio lo stanziamento di fondi ad hoc oppure il potenziamento  degli indirizzi musicali nelle scuole secondarie di  I grado o dei licei coreutico- musicali.

Le otto deleghe però hanno già suscitato le prime polemiche, come quelle relative al nuovo requisito di accesso per gli esami di maturità: non più la sufficienza in tutte le materie ma una media di tutti i voti corrispondente almeno al 6. Questo vuol dire che anche chi avesse una o più insufficienze gravi ( un 4 per intenderci) sarebbe comunque ammesso agli esami grazie alla condotta e agli altri voti. 

Un'ulteriore alleggerimento di responsabilità e lavoro quindi ( si aggiunga anche l'annullamento della terza prova), che sicuramente non farà bene ai nostri ragazzi...

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