San Teodosio tra devozione e tradizione

Pubblicato: Lunedì, 24 Ottobre 2016

Pietragalla è già in festa per celebrare il santo patrono San Teodosio. Il martire cristiano che nel 1663, fu prescelto dal parroco dell'epoca, come difensore e tutore del paese. Su questa scelta c'è un'aura magica e di premonizione, visto che don Giovanni Iacobuzio, l'arciprete di Pietragalla incaricato di recarsi in Vaticano ad operare la scelta di un martire cristiano, la notte prima del viaggio, sognò proprio San Teodosio.

Da quel momento, in poi, il 10 maggio, Pietragalla si ferma per la grande devozione verso il santo che dovrebbe proteggere i neonati e l'intera comunità dalle calamità naturali, in specie dai fulmini e dalla grandine. Anche quest'anno, un ricco cartello annuncia un programma religioso ed uno civile di festeggiamenti che, dal 25 aprile, all'11 maggio, movimentano il paese per quindici giorni. Il clou del cartello religioso è concentrato nei giorni dal 9 all'11 maggio.

Sabato 9 maggio, infatti, dopo la celebrazione della santa messa, alle ore 18, partirà la processione di vigilia con una caratteristica fiaccolata che si snoderà per le vie del paese, con le statue che lambiranno gli archi delle luminarie della ditta Bevilacqua. Durante questa processione viene portata in piazza Principe Umberto I, la statua di San Teodosio "zicc" (piccolo). Il cuore delle celebrazioni religiose si avrà, però, nella mattinata del 10 maggio, quando, dopo la santa messa, il corteo dei fedeli, accompagnato dalle note della banda di Pietragalla "G. Pafundi - Città di Pietragalla", parteciperà alla solenne processione.

Lungo il percorso delle strade cittadine, oltre alla statua del santo patrono, vengono portate dai fedeli anche le statue degli altri santi che dimorano nelle varie chiese del paese. Nella mattinata del giorno 11 maggio, poi, la statua di San Teodosio "zicc" farà rientro da Piazza Principe Umberto I alla chiesa madre e, a seguire, la celebrazione della santa messa, sancirà la chiusura dei festeggiamenti religiosi. C'è grande attesa, anche quest'anno, per il cartello dei festeggiamenti civili che culminerà nelle tre giornate conclusive di celebrazione.

Sabato 9 maggio, dopo la premiazione dei vincitori della gara di pesca alla trota, alle ore 22, si potrà assistere al concerto della Cover band di Vasco Rossi "Il manifesto del Blasco". Domenica 10 maggio, il giorno del santo patrono, alle ore 8,30 si assisterà alla sfilata, per le vie di Pietragalla, della banda "G. Pafundi" che, nella serata, salirà sulla tradizionale cassa armonica in Piazza Principe Umberto I, per esibirsi in un concerto bandistico. Lunedì 11 maggio, alle ore 17, in Corso Vittorio Emanuele, è prevista un'animazione con attrazioni e l'intrattenimento per bambini, in attesa del concerto, alle ore 21,30, del gruppo "Après la classe", cui seguirà uno spettacolo pirotecnico della ditta Pasquale Mastrizzi di Pietragalla.

 

Un sogno premonitore indicò l'urna del santo. Un'adorazione della comunità che compie 353 anni

Il protettore di Pietragalla, fino al 1663 era San Cataldo e si celebrava il 10 maggio. In quell'anno, sotto il pontificato di Alessandro VII, l'Università di Pietragalla, per ottenere le reliquie di un santo martire dei primi anni dell'era cristiana, condizione molto ambita all'epoca, delegò l'arciprete don Giovanni Iacobuzio, che si avvalse della collaborazione di don Marco Pirrone, parroco di Tito, a presentare formale richiesta al Rev.mo Capitolo Vaticano di Roma. Don Giovanni Iacobuzio, nella notte che precedette il viaggio per Roma, fece un sogno premonitore.

Si trovò in una grande sala, alle cui pareti erano addossate numerose urne con le reliquie dei santi martiri. In un angolo della sala vi era un'urna con la scritta "San Teodosio Martire". Quando si avvicinò all'urna, gli apparve un giovane bello e splendente, rivestito di corazza e con in capo un elmo scintillante che lo invitò a scegliere lui come protettore di Pietragalla. Svegliatosi non fece più caso al sogno ma, una volta giunto in Vaticano, si avverò ciò che aveva sognato.

Infatti, trovatosi al cospetto dell'urna scelse proprio quel santo e le reliquie furono traslate a Pietragalla, dove giunsero il giorno 8 maggio 1663, accolte da un'osannante cittadinanza. Le spoglie erano riposte in una cassettina di legno legata "a croce con un filo di canapa e sigillata in due punti con cera di Spagna". Il 21 luglio 1663 si procedette alla canonica ricognizione delle reliquie e fu autorizzata la loro esposizione alla pubblica venerazione. Nel 1729, con l'autorità della Sacra Congregazione dei Riti di Roma, San Teodosio martire fu proclamato protettore di Pietragalla, in coincidenza della festa del primo protettore San Cataldo, celebrata il 10 maggio. La tradizione popolare vuole San Teodosio martire protettore dei nascituri, nonchè protettore contro tutte le calamità naturali, specie i fulmini, la grandine e i temporali.

Di San Teodosio martire, il martirologio romano trasmette scarse notizie. "A Roma, sotto l'imperatore Claudio III (269-270 d.C.) subirono il martirio Teodosio, il 25 ottobre, Lucio, Marco, Pietro e soldati pretoriani".

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