Ghiglione, giornalismo e avventura

Pubblicato: Domenica, 13 Novembre 2016

La sua leggendaria figura in mostra al Museo della Montagna di Torino

M. D.

A sinistra: Piero Ghiglione al Cervino visto da Breuil, gennaio 1940 - A destra: Museo Nazionale della Montagna, Torino

Nuova, inedita mostra (dal 29 ottobre al 15 gennaio) al Museo nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini di Torino: “Piero Ghiglione, giornalista dell’avventura”.

Ghiglione (Borgomanero, Novara,1883 - Lavis, Trento, 1960) comincia a scalare per scommessa a trent’anni quando è rappresentante della Lancia in Germania, poi sale moltissime montagne tra i 5.000 e i 7.000 metri e diventa un protagonista dell’alpinismo extraeuropeo. Alla figura leggendaria di questo ingegnere, considerato un padre dello sci in Italia, il Museo Nazionale della Montagna dedica una mostra a cura di Danilo Fullin e Roberto Serafin, con il coordinamento di Veronica Lisino, nel tentativo di ricostruire la complessità e la fascinazione di un personaggio che fu alpinista, ma anche giornalista e scrittore, fotografo  e soprattutto giramondo. La vera e propria passione per le scalate si manifestò nel 1913, allorché prese parte a una spedizione nel Caucaso, raggiungendo con van der Plüg e P.G. Lutschkov la vetta del Kasbek.
Dopo il primo conflitto mondiale, abbandonata la professione di ingegnere, si dedicò a tempo pieno all'alpinismo, sviluppando un'attività davvero eccezionale sia sotto il profilo geografico-esplorativo, sia per la sua amplissima durata; può essere considerato a pieno titolo uno degli esponenti di punta del gruppo piemontese della generazione legata alla prima guerra mondiale, il quale, pur non detenendo più il primato dell'iniziativa sul piano nazionale, vantava tuttavia ancora alcuni tra i migliori alpinisti.

Piero Ghiglione. A sinistra: Vetta sud dell'Illimani , 6450 m., 1939 - A destra: Il Gasherbrum dal Concordia (Karakorum) 1934

A partire dalle proprie collezioni, molte delle quali donate dallo stesso Ghiglione nel 1942, il Museo con la Regione Piemonte e la collaborazione di Città di Torino e Club Alpino Italiano, propone un’articolata esposizione che mette insieme materiale diverso: dalle stampe fotografiche alle copertine di giornale, dall’attrezzatura alpinistica ai libri e ai documenti. Dalla Fototeca Museomontagna provengono una serie di immagini pubblicate dal 1938 al 1940 sulla “Gazzetta del Popolo”, di cui Ghiglione fu corrispondente; tra queste una galleria di suoi ritratti che lo mostrano come un vero “trasformista”, capace di adattarsi ai luoghi in cui si trova, dall’Albania alla Lapponia, dal Giappone al Sudafrica, dalle Ande all’Himalaya, fino alle Hawaii e al Borneo, oltre a una serie di reportage realizzati a corredo degli articoli scritti per il quotidiano torinese.

A sinistra: Piero Ghiglione in Albania, luglio 1940 -  A destra: Piero Ghiglione e la sua guida in Lapponia, marzo 1937

Tra le collezioni anche una selezione di materiali utilizzati in spedizione o nei viaggi intorno al mondo, come i famosi sci corti di sua invenzione, usati nella spedizione del 1930 al Kibo con cui stabilì nel 1934 un record assoluto salendo in Himalaya il Balthoro Kangri (m 7.260) e raggiungendo la quota mai toccata di 7.000 metri con gli sci; e vari documenti, tra cui la copia del testamento olografo con cui lasciava alla sezione di Torino del CAI la somma di venti milioni di lire per la costruzione di un bivacco in zona Monte Bianco, versante Brenva.
In mostra anche numerosi libri, come A zonzo per il mondo (Torino 1951), Dalle Ande all’Himalaya (Torino 1936), Le mie scalate nei cinque continenti (Milano 1942), Dall’Artico all’Antartico (Milano 1953) conservati dalla Biblioteca Nazionale CAI, parte dell’Area Documentazione del Museomontagna.

Piero Ghiglione, Sulla vetta del Kasbek , 5040 m., Caucaso, 1913

L’obiettivo della mostra è provare a ricostruire la complessità e il fascino di questo eclettico personaggio: a partire dalle collezioni del Museo torinese, molte delle quali donate dallo stesso Ghiglione nel 1942. La mostra - realizzata con la Regione Piemonte e in collaborazione con Città di Torino e Club Alpino Italiano - mette insieme materiale assai diverso, che va dalle stampe fotografiche alle copertine di giornale, dall’attrezzatura alpinistica a libri e documenti. Di particolare interesse sono anche le stampe originali, di grande formato, pubblicate sui libri di viaggio di Ghiglione: cime innevate, pareti rocciose, ampi paesaggi, vita da campo e popolazioni locali.
A queste si affiancano le opere di autori diversi pubblicate sul suo manuale Lo sci e la tecnica moderna (1928), una piccola Bibbia dello sci fuoripista. Si possono poi ammirare i materiali utilizzati nelle spedizioni e nei viaggi intorno al mondo: come gli sci corti di sua invenzione, con cui stabilì nel 1934 un record salendo, in Himalaya, il Balthoro Kangri, per la prima volta oltre i 7 mila metri con gli sci. Infine i suoi libri, conservati alla Biblioteca nazionale Cai: A zonzo per il mondo (Torino 1951), Dalle Ande all’Himalaya (Torino 1936), Le mie scalate nei cinque continenti (Milano 1942), Dall’Artico all’Antartico (Milano 1953). 

Con questa esposizione, il Museomontagna presenta una novità in campo editoriale: un “giornale di mostra” - il formato è quello di un piccolo quotidiano - da offrire gratuitamente al pubblico e contenente immagini e testi dei curatori, utili ad approfondire l’argomento. 

Direttore Responsabile: Antonio Savino

Editore: Ass. Officinia Italia - Potenza

Direttore Editoriale: Luigi Triani

Telefono: 0971 1949636

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