Pino Mango: l’uomo, l’artista. Il  ricordo a due anni dalla sua scomparsa

Pubblicato: Martedì, 06 Dicembre 2016

di Stefania Lauria

Esattamente due anni fa, perdeva la vita, stroncato da un infarto durante un concerto a Policoro( MT), Pino Mango. Nato a Lagonegro il 5 Novembre del 1954 è stato, e mi piace pensare sia ancora, tra gli artisti più importanti cui la Basilicata ha avuto l’onore di aver dato i natali; terra alla quale lo stesso cantante era particolarmente legato, tanto da decidere di vivere con la sua famiglia proprio a Lagonegro.

Definito dall’autorevole critico Mario Luzzatto Fegis: un autentico innovatore della musica leggera italiana, la sua musica non è mai stata scontata. Instancabile sperimentatore, si è contraddistinto per la sua abilità ad accostare generi anche molto diversi tra loro: dal pop al rock passando per il soul. Voce unica nel panorama italiano per timbro ed estensione, ha collaborato con grandi artisti tra cui: Mogol, Dalla, Battiato, Baglioni, Bocelli, Zero, in una lunghissima carriera durata oltre 40 anni. 

L’amore per la musica, lo entusiasma sin da bambino. Fonda infatti con il fratello maggiore, Michele, una cover band. Intanto si diploma e si iscrive anche alla facoltà di Sociologia a Salerno, studi che però non porta a termine. E’ la musica la sua vera passione e persevera nel coltivarla. Negli anni ’70  si trasferisce a Roma dove conosce Renato Zero. La prima incisione, per la RCA avviene qualche anno dopo, nel 1976, con l’album La mia ragazza ha un gran caldo. Nel ’84 il primo grande successo,Oro, (scritta con il fratello Armando, tra i suoi più importanti compagni di avventura).  

Nella metà degli anni ‘80 inizia la sua fase di sperimentazione che lo porta a scrivere testi  considerati particolarmente innovativi,come Australia (1985); l’ ’85 segna anche la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo (in tutto sei, ndr) dove ricevette per la canzone: Il Viaggio, l’ambito premio della Critica.  Seguono, Odissea (1986) e negli anni successivi altri brani diventati celebri; da Lei Verrà (1987), premiato con il disco d’oro, a Bella d’Estate (scritta a quattro mani con Lucio Dalla) fino a Inseguendo l’Aquila, brano che segna la fine della prima parte della sua carriera. Il suo talento,ormai affermatosi su scala nazionale, lo porta a scrivere negli anni ’90 altre memorabili canzoni: Come Monnalisa e Sirtaki (1990), mentre continua il sodalizio con Mogol con il quale realizza: L’acqua (1992), Mango ( 1994), Credo (1997). 

Il nuovo millennio, che inaugura anche la sua terza fase compositiva, si apre nel 2002 con: La Rondine, contenuta nell’album Disincanto. Nel 2004 è la volta di Ti porto in Africa e ancora Ti amo così (2005), L’Albero delle fate (2007), La terra degli aquiloni (2011), L’acchiappanuvole (2008) fino al suo ultimo album, L’amore invisibile, uscito nel 2014, pochi mesi prima della sua morte; quel 7 Dicembre, quando durante l’esibizione di Oro, si sente male, si scusa e accascia a terra. Inutili i tentativi di soccorso, Mango muore durante il tragitto in ospedale, tra gli sguardi attoniti e increduli dei suoi fans, dello staff, della sua famiglia. Muore, come forse ogni artista vorrebbe morire, su un palco.

Così Oro, la canzone che per prima ne ha consacrato il successo, si è  trasformata, come in un cerchio tragicamente disegnato dal destino, nella canzone che chiude, prematuramente, la sua carriera e la sua vita. 

Mango, un artista di altri tempi, schivo, gentile e generoso nello stesso tempo, un artista poliedrico (scrive musica ma anche poesie), ammirato da tanti ma troppo poco premiato, si è congedato dalla vita nella sua terra, tra la sua gente, di cui tanto andava orgoglioso. Lagonegro, cui peraltro il cantautore lucano ha dedicato anche la canzone: Nella mia città, grata al suo artista, ad un anno dalla morte gli ha intitolato una piazza lo scorso 16 Aprile. Sempre nella cittadina lucana è possibile, (leggo dal sito ufficiale del cantante, gestito dal suo staff, ndr) visitare la mostra fotografica permanente a lui dedicata: E’ destino d’autore il cammino

Altra bella iniziativa è stata la presentazione del libro: MangoTutte le poesie, già avvenuta in diverse città italiane.

L’artista ha un dovere: far riscoprire la bellezza del mondo a quanta più gente possibile, tramite quanto sa esprimere, diceva Pino. Mi sembra abbia brillantemente compiuto la sua “missione”.

Ci ha lasciati, ma la sua musica rimarrà eterna, impressa nei cuori e nelle menti di chi lo ha apprezzato come uomo, come artista, un grande artista che è scomparso troppo presto.

Direttore Responsabile: Antonio Savino

Editore: Ass. Officinia Italia - Potenza

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