Poveri noi, viaggiamo spediti e con le frecce…

Pubblicato: Mercoledì, 14 Dicembre 2016

di Antonello Lombari

Finalmente l’abbiamo preso! In quel posto, dove non osano le aquile, ora svolazzano le frecce. E poco importa se, dal dardo in stazione, parte una freccia rossa, nera o d’argento. L’importante è che dopo tanta attesa, Babbo Natale, opportunamente disceso in Basilicata per annunciare la lieta novella (che fa rima con Pittella), dal suo sacco, abbia tirato fuori un bel trenino veloce.

Da questo momento si sono accorciate le distanze tra la Basilicata e il mondo progredito. La Freccia rossa di “Ferrovie dello Stato Italiane“, da qualche giorno, è realtà anche in terra lucana. Una corsa quotidiana ad andare ed una a venire, sulla tratta che collega Taranto a Roma, si ferma a Metaponto, Ferrandina e Potenza. E’, poi, possibile proseguire, con lo stesso convoglio, per Milano. Tre ore o poco più, per raggiungere la capitale, da Potenza, in un orario accessibile.

Dal capoluogo lucano la partenza è prevista, infatti, alle 7,30 mentre l’arrivo è atteso, a Roma Termini, alle 10,28. Non avremo convogli che sfrecciano a velocità supersonica ma, almeno, potremo raccordarci al resto del mondo evoluto con un treno che, al momento, è in grado di abbattere i tempi di percorrenza delle altre vie di comunicazione esistenti. A pochi giorni dalle festività natalizie, dunque, la strada ferrata dell’emigrazione sarà più lieve per l’esercito di esodati, disoccupati e indigenti della Basilicata. Il prezzo da pagare è sempre molto alto (63,50 euro da Potenza Centrale a Roma Termini), malgrado l’intervento economico della Regione Basilicata che è scesa in campo, per attutirne l’impatto con i costi aziendali.

La disperazione viaggia comodamente in poltroncine ergonomiche, accompagnata dalle note in radiodiffusione e dal wifi a bordo. Come dire che la modernità impone le sue regole anche alla povertà. Insomma, d’ora in avanti, i giovani lucani in cerca di fortuna altrove, potranno fare ugualmente le valigie  ma, almeno, viaggeranno spediti (guarda caso il nome del convoglio è: Etr 1000 Mennea) e, soprattutto, ci metteranno poco ad arrivare nell’Italia che conta… quasi cinque milioni di poveri.

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