Viggiano, cappa ci Cova...

Pubblicato: Sabato, 17 Dicembre 2016

di Antonello Lombari

 

E' accaduto di nuovo, nel cuore della Val d'Agri intrisa di petrolio e di promesse. Mercoledì scorso, 14 dicembre, alle 15,30, un camino del centro Cova ha iniziato a sbuffare fumo nero. Una fumata densa ch'è durata qualche minuto ed è stata notata, distintamente, dai residenti che si sono subito preoccupati. 

Eni annuncia prontamente di aver avviato le opportune indagini e che tutta l'attività estrattiva è sotto controllo. La frase che rassicura arriva puntuale da parte dei vertici del cane a sei zampe: "La fuoriscita di fumo è comunque riconducibile a una non ottimale combustione all'interno di un termodistruttore". Dopo l'ennesima sbuffata dagli alti comignoli del progresso, torna la pace (si fa per dire) in Val d'Agri. Dopo il fumo negli occhi, nei giorni a seguire tutto tace. Ora, però, il Natale è alle porte e siamo tutti più Bonus. Carburante a parte, le royalty danno il senso del baratto.

In qualche caso danno l'idea di una messa in moto. In fondo, anche questa, è pur sempre una partenza. In questa cornice idilliaca, immaginiamo di ricostruire un presepe valligiano, capace di coniugare sogni e preoccupazioni, miserie e nobiltà. Inseriamo all'interno del manufatto artistico pozzi di scienza e inenarrabili idioti. "E ViENI in una grotta... -cantano a squarciagola gli operai al Cova- al freddo e al gelo". In questa valle, un vago presagio di nero, avvolge tutto. Le case conservano quest'ombra alle pareti, appaiono scuri in volto anche i pastori e si respira la stessa atmosfera, persino all'interno della capanna. Sulla sommità della grotta c'è un alto comignolo dal quale fuoriesce una colonna di fumo nero. Sembra vero. Prima che la nuvola di fumo avvolga anche i pensieri, riecheggiano le note finali di un brano di successo della cantante Giorgia: "Basta oro nero"! 

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