Kalashnikov, chi era costui?

Pubblicato: Sabato, 10 Gennaio 2015

Il nome Kalashnikov è diventato sinonimo di assassinio, di terrorismo, di odio, di morte… ma chi era davvero Kalashnikov oltre ad essere l’inventore del fucile mitragliatore che ormai riempie la prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

Mikhail Kalashnikov fu un militare e ingegnere autodidatta russo. Nacque nel 1919 in una piccola cittadina sovietica da una famiglia di contadini, diciassettesimo di diciannove fratelli. Quando aveva appena 11 anni la sua famiglia fu deportata in Siberia dal nuovo regime comunista perché considerata ricca.

Dopo aver lavorato in un deposito ferroviario fu arruolato nell’Armata Rossa, nel reparto carristi.

Prese parte alla Seconda Guerra Mondiale come comandante di carro armato. Ferito gravemente fu trasferito in un ospedale militare e, proprio durante la sua convalescenza in ospedale, cominciò a lavorare su un nuovo tipo di fucile, voleva che fosse leggero, facile da usare e efficace in diverse condizioni climatiche. Era il suo contributo alla difesa dell’Unione Sovietica dall’invasione nazista.

La sua “micidiale” invenzione però vide la luce solo alla fine della guerra, nel 1947, e fu chiamata AK-47, ovvero “Avtomat Kalašnikova 1947”.

Ma non lavorò solo sui fucili ma anche su altre armi, tra cui i carri armati su cui introdusse un sistema di conteggio dei colpi sparati. E così da ingegnere autodidatta diventò “Capo progettista delle armi leggere per l'Unione Sovietica”.

Kalashnikov per la sua invenzione non prese mai un rublo, e visse sempre del suo stipendio prima e della sua pensione dopo.

Riusci però a sfruttare la fama del suo cognome producendo una vodka denominata appunto Kalashnikov e venduta in bottiglie a forma del suo celebre fucile.

Morì il 23 dicembre 2013 alla veneranda età di 94 anni.

 

 

 

Parlando dell’AK-47 ricordiamo alcune sue dichiarazioni:

Non è stata colpa mia. Io l’ho inventata per difendere la patria. Sono stati gli altri a diffonderla per il mondo. E’ stato come il genio della lampada, se ne è uscito e se ne è andato da tutte le parti. E non dove volevo io”.

Ho costruito armi con lo scopo di difendere la nostra società. Certo, non fa piacere vedere come ogni sorta di criminale usi le mie armi. E certamente ho rimpianti, come tutti. Ma posso dirvi una cosa: potessi tornare indietro, non vivrei diversamente".

Avrei preferito inventare un tagliaerba”.

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