Tutto cambia per non cambiare nulla e all’Asi Potenza si continua nel segno delle consulenze esterne

Pubblicato: Giovedì, 26 Febbraio 2015

di Gianni Rosa (FdI AN)

In fase di approvazione della LR 32/2014 sembrava che si fosse messa la parola fine alle tormentate vicende dei Consorzi Industriali, commissariati dal 2008. Si è data una nuova governance, che vede alla guida dei Consorzi un Amministratore unico, e la sponda finanziaria di 2 milioni di euro per 10 anni per quello di Potenza, a fronte dell’approvazione di un piano di risanamento, finalizzata alla copertura degli oneri rivenienti dalla contrazione di un mutuo utile alla chiusura della debitoria pregressa.

 Ieri, però, in Consiglio regionale è tornata la questione del Consorzio Industriale di Potenza e dei suoi problemi finanziari. Con cruda realtà è emerso che il Consorzio è in ginocchio e che le risorse stanziate dalla Regione Basilicata saranno dirottate per far fronte alla spesa corrente.

Rispetto a questo contesto è il Consorzio dovrebbe usare le risorse disponibili con la dovuta oculatezza. Si scopre, però, che l’Amministratore unico Antonio Bochicchio, con la Delibera n. 15 del 13/02/2015, affida al dott. Vincenzo Simone l’incarico di affiancare gli uffici consortili per predisporre il miglioramento del piano di risanamento 2012 del Consorzio Industriale. Una consulenza da 30.000 euro.

Allora è normale chiedersi come mai il Consorzio, nonostante abbia un Amministratore unico, “individuato in base ai criteri di professionalità ed esperienza”così come prevede l’art. 4 della LR 32/2014, e diversi dirigenti, affiancati da un organigramma amministrativo importante, abbia la necessità di ricorrere a consulenze esterne.

Questa domanda l’abbiamo posta al Presidente Pittella con un’apposita interrogazione, poiché ci sembra che la tanto sbandierata riforma della governance si stia rivelando soltanto mera apparenza, che non siacambiato nulla e che le dinamiche rimangano sempre le stesse.

Certo, rispetto a questi fatti, ci appaiono solo vuoti proclami le parole, sempre di ieri, del capogruppo Pd Cifarelli in seno al dibattito sulla riforma dell’Alsia quando ha asserito che “abbiamo il dovere di scegliere le persone migliori in questo momento sulla piazza dal punto di vista del management, di chi dovrà governare e condurre questo Ente”. I principi enunciati per la scelta dell’Amministratore unico dell’ASI Potenza erano gli stessi. Eppure alla prima prova importante si ricorre all’esterno e si spendono 30.000 € di denaro pubblico.

Possiamo quindi asserire senza ombra di dubbio che l’esperienza dell’Amministratore Unico Bochicchio nella gestione del Consorzio di Potenza, che continua ad essere utilizzato come strumento per distribuire prebende tra gli amici del centrosinistra lucano e che fa acqua da tutte le parti, è iniziata nel peggiore dei modi, con la presenza nelle stanze del Consorzio, del sig. Vincenzo Claps, il cui ruolo nell’Ente non è ancora chiaro, e prosegue nel segno della “non preparazione”.

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