Fenice e Val Basento, l’inquinamento in Basilicata viene certificato da Arpab

Pubblicato: Mercoledì, 18 Marzo 2015

... I Lucani devono sapere la verità

di Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

Due distinte interrogazioni per chiedere al Presidente Pittella provvedimenti immediati per mettere fine all’inquinamento nell’area di Fenice e di Pisticci Scalo. Sono problematiche ataviche che ancora non hanno trovato soluzione e che stanno esasperando i residenti e i lavoratori delle zone direttamente interessate.

 

In questi giorni l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata ha provveduto a pubblicare due documenti: il primo è relativo al monitoraggio delle acque sotterranee nei pressi del termodistruttore Fenice, tra Lavello e Melfi, mentre il secondo riporta i risultati delle indagini sulla qualità dell’aria effettuate nello scorso mese di Ottobre a Pisticci scalo, nella zona industriale della Val Basento e vicino a Tecnoparco.

Purtroppo, in entrambi i casi, i dati risultano allarmanti.

Nei territori tra Melfi e Lavello, nei pressi di Fenice, è stato riscontrato l’inquinamento delle acque: l’analisi dei dati riportati evidenzia, infatti, sforamenti dei valori limite relativamente a sostanze quali Tetracloroetilene, Dicloropropano, Ferro, Nichel, Manganese, Fluoruri, Nitriti. La messa in sicurezza del Termodistruttore non funziona e a quasi tre anni di distanza dal Maggio 2012, quando fu bocciato il piano di bonifica presentato da Fenice – Edf, non si hanno notizie di nuovi progetti, mentre nell’area interna allo stabilimento sono parcheggiati camion pieni di sostanze radioattive.

Fenice però sostiene che non si è mai tirata indietro, partecipando a tutti i tavoli tecnici, presentando tutti i documenti per procedere al nuovo piano di bonifica. Avrebbe anche sollecitato il Sindaco di Melfi per la convocazione di una conferenza di servizi, senza ricevere risposta.

Questi rimpalli di responsabilità non fanno altro che aumentare la diffidenza dei cittadini nei confronti della Società e delle Amministrazioni. Crediamo che sia ora di far conoscere ai Lucani come stiano realmente le cose: se l’inquinamento che distrugge la nostra Terra è colpa delle Società che violano le leggi o dell’inerzia delle Amministrazioni.

Non va meglio a Pisticci Scalo, Comune stretto tra ciò che resta dell’area industriale della Val Basento e Tecnoparco. Anche in questo caso la relazione dell’Arpab non risulta per nulla tranquillizzante: nel periodo di misurazione, compreso tra il 7 e il 22 Ottobre scorsi, si sono verificati 247 sforamenti (con picchi massimi di 82 mg/m2)del valore limite di 7 mg/m2 , limite dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in relazione all’acido solfidrico, sostanza ritenuta estremamente tossica poiché irritante ed asfissiante. E’ proprio l’acido solfidrico, la cui provenienza, a leggere la relazione Arpab, resta ignota, a causare il nauseabondo odore di uova marce che si avverte a Pisticci Scalo oramai da troppo tempo.

I cittadini di Pisticci, quelli dell’area circostante la Fenice, i lavoratori, gli operatori agricoli e tutti i cittadini lucani meritano di vivere in luoghi sicuri dove gli insediamenti non mettano a rischio la loro salute.

Dopo la certificazione dell’inquinamento e le tante chiacchiere della Giunta Pittella, ora ci aspettiamo risposte chiare e azioni celeri e concrete. Pittella non può continuare a nascondersi dietro il politichese senza dare soluzioni ai Lucani.

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