Qualcosa nell’acqua, in attesa

Pubblicato: Venerdì, 15 Giugno 2018

di Federica Pergola


Fine ‘800. A Colchester, nell’Essex, diverse persone affermano di aver visto un serpente alato nelle paludi salmastre del Blackwater…Del resto già più di due secoli prima la regione era stata tappezzata di avvisi che avvertivano la popolazione. STRANE NOTIZIE!

dicevano, un serpente mostruoso è emerso dalle acque ed è risalito fino ai boschi di betulle…Un drago aveva forse preso dimora sulle sponde del fiume?

In questo clima Cora Seaborne, da poco vedova, si trova a vivere la sua nuova libertà. Appassionata naturalista, si infagotta in abiti maschili (desiderosa ormai di dimenticare ed annullare la propria femminilità) per andare alla ricerca di fossili tra le rocce ed il fango delle sponde del Blackwater. Non ha paura della leggenda. Ha vissuto ben altre paure. Ha ben altre battaglie da combattere. E’ certa che l’animale che terrorizza il villaggio non sia altro che questo: ”un animale, come me e voi”; oppure, perché no?- potrebbe essere una specie ancora sconosciuta, da segnalare al British Museum; o ancora un dinosauro sopravvissuto all’estinzione!

Di altra opinione è invece William Ransome, il vicario, che rimprovera i suoi parrocchiani per quelle che gli sembrano essere solo vuote e deleterie superstizioni. Eppure…strane cose cominciano a succedere. Delle morti per annegamento. Un giovane su una riva, con dei profondi graffi sul corpo. Un attacco (inspiegabile, incontrollabile – e collettivo!) di risa isteriche tra le bambine della scuola. Una scomparsa. Una malattia che si è manifestata all’improvviso e che porta chi ne è affetto a vedere tutto blu…

E strane cose accadono agli uomini e alle donne:

Senza di lui- senza la possibilità di passeggiare insieme attraverso il parco, o di trovare sulla soglia di casa una busta- il mondo diventa noioso e spento…”

Senza Cora, scopre che i suoi pensieri non hanno più una direzione. In fondo, a che serve osservare una cosa, o trovarne un’altra, se non può dirlo a lei, per poi guardarla ridere o corrugare la fronte?

E strani pensieri, strane conseguenze sembrano portare le diverse posizioni sul Problema (come viene chiamata la questione del serpente). Perché se si trattasse davvero di un essere sopravvissuto all’estinzione- ma anche solamente di un fossile- sarebbe un terremoto per le certezze in Dio e nell’immodificabilità della creazione in cui ancora credeva la società vittoriana; certezze del resto già messe in bilico dalla pubblicazione de “L’origine delle specie” di Darwin…

Ogni sei mesi viene pubblicato un giornale che mostra dove e come alcuni animali estinti potrebbero vivere ancora…E pensate a quello che potrebbe significare: sarebbe una prova ulteriore del fatto che il mondo in cui viviamo è molto antico, che noi umani siamo in debito con il progresso naturale, e non con qualche divinità

E, d’altro canto, il vicario, portatore della Fede contro la Ragione incarnata dal personaggio di Cora, come può non intuire la contraddizione che lo avvolge?

Ma era così difficile immaginare che l’Intelligenza che una volta aveva diviso le acque del mar Rosso si fosse presa il disturbo di mandare un piccolo monito ai peccatori di una salmastra parrocchia dell’Essex? IL tempo dei segni e dei miracoli era davvero finito? Forse la questione non era che non credeva al serpente ma, piuttosto, che non credeva nel suo Dio. (…) non era il timore che stessero subendo il giudizio divino, bensì quello che non stesse succedendo, e che non sarebbe successo nemmeno in futuro”.

Libro dell’anno ai British Book Awards 2017; Libro dell’anno Waterstones, Il serpente dell’Essex consacra una scrittrice straordinaria, nelle cui righe si sentono gli echi della migliore letteratura inglese, da Dickens a Stoker, da Hilary Mantel ad Antonia Byatt. Sarah Perry è nata nel 1979. Scriverà ancora, beati noi.

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Sarah Perry, Il serpente dell’Essex, Neri Pozza, pp.458, €18,00

 

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