Il Potenza in Maglia Gialla

Pubblicato: Lunedì, 14 Ottobre 2019

di Pasquale Scarano

Il Potenza è andato in fuga, ha fatto sua la maglia gialla della competizione, ha affrontato ardue ed impervie salite, come il pirenaico col du Tourmalet e l'alpino mitico col du Galibier, e ha indossato la storica "maille jaune".

Anche l'ultima impresa dei leoni, di certo non è stata una passeggiata, come una scalata al 4% , ma i leoni ce l'hanno fatta a scollinare, impadronendosi de la “tete de la course”, all'ultimo respiro. All'ultimo istante, dunque, la formazione di mister Raffaele è riuscita a bucare il muro innalzato dal Teramo di mister Tedino, con un invenzione di Giosa al 92°, che scodellava un perfetto assist tagliato in area, per l'intervento risolutore di Longo, (entrato per sostituire Arcidiacono ), il quale pallonettizzava l'estremo Tomei con un beffardo tocco d'esterno a fil di palo, per il goal del successo dei leoni. Gli Abruzzesi, d'altronde, pur dimostrando di avere ottima disposizione in campo e buona qualità tecnica, hanno dimostrato un atteggiamento totalmente rinunciatario, affidandosi solo a qualche ripartenza, peraltro neutralizzata dai difensori lucani, senza contabilizzare tiri in porta degni di tal nome. I biancorossi, infatti si schieravano con un prudente 4-4-2 presentando Tomei a difesa dei pali, Piacentini e Liotti difensori centrali, Cancellotti e Tendarini terzini, Arrigoni incontrista in mediana, Ilari interno e Costa Ferreira uomo-dovunque ed ispiratore di tutte le giocate, però senza efficaci supporti.

Florio e Mungo giostravano sulle corsie esterne, andando a turno in appoggio all'unica punta Cianci. I rossoblù , in campo con il solito 4-3-3, rispondevano con Ioime in porta, protetto dal trio Giosa, Emerson (per gli amici Emmy) e Sales, Viteritti e Panico sugli outs, con Dettori e Ricci dediti alla costruzione del gioco; in attacco Isgrò ed Arcidiacono s'affaccendavano sulle linee laterali nel tentativo d'innescare Vuletich, il quale nei tentativi aerei, spesso riusciti, di servire i due esterni, era sacrificato a fare a spallate con i colossi della difesa avversaria.

Nel 1° game,al 3°, a parte un insidioso colpo di testa non lontano dal palo della porta di Ioime, effettuato da Ilari su palla inattiva, i diavoli non combinavano più nulla; i leoni, di contro, all'8° con una punizione di Emmy, costringevano Tomei ad una difficile respinta del pallone, raccolto da una plastica rovesciata di Vuletich finita su fondo. I Potentini gestivano costantemente il pallone, ma con passaggi laterali inconcludenti e lanci lunghi, facile preda della difesa degli Aprutini, impegnati in una difesa a tutto campo, con pressing alto sui portatori di palla avversari. In tal modo bisognava attendere al 29° per ammirare un'altra punizione del solito Emmy, che sfiorava l'incrocio dei pali. Successivamente, al 36°, l'unica invenzione di Ricci nell'intero match, innescava un pronto Vuletich che, a volo dal limite, scagliava un missile verso la rete di Tomei, pronto ad intercettare in angolo la conclusione. Nonostante le improvvise fiammate dei leoni, la 1° frazione si concludeva con il risultato in bianco.

Il 2° game vedeva i biancorossi sempre più chiusi, con un ermetico 4-5-1, e rivolti, in occasione di errori d'impostazione dei rossoblù, ad insidiose ripartenze di Ciampi e Florio, sventate all'ultimo istante dai difensori del Potenza. Bisognava attendere il 27° per l'esecuzione di Emmy, il quale, ancora su calcio di punizione sfiorava nuovamente l'incrocio. Poi, null'altro, fino a quando al 47° del 2° game, alias 92°, l'invenzione di Giosa e la tempestiva imbucata di Longo, regalavano la vittoria ai pazienti e festanti tifosi rossoblu, al termine del match.

Il successo è importante, nonostante le modalità impiegate, perchè vincere senza strabiliare è un segno di forza delle grandi squadre; solo il futuro potrà svelare il segreto custodito nei cuori degli appassionati. A tal proposito, durante il match, un collega di Teramo, in tribuna stampa, ha definito meraviglioso l'ambiente del Viviani, per l'entusiasmo, la partecipazione e la civiltà del pubblico potentino. E questo, cari lettori, è una grande vittoria.

 

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