Murano: La chiave del match

Pubblicato: Lunedì, 06 Luglio 2020

 di Pasquale Scarano

La chiave del match Potenza-Catanzaro è stata un certo Jacopo Murano, il quale, non solo ha dilaniato più volte la lenta e compassata difesa ospite con progressioni inarrestabili che tagliavano lo schieramento avversario, ma ha realizzato un goal incredibile, d'alta scuola calcistica, nato da un assist di tacco di Ricci, seguito da un controllo volante e da un sombrero rifilato al marcatore avversario, con susseguente beffardo pallonetto ai danni di un portiere, pescato fuori dai pali. “ Golazo” , direbbe Josè altafini, per un'azione di gioco ed un'esecuzione straordinarie, che hanno consentito ai lucani di staccare il biglietto per la fase nazionale dei play-off.

Ma andiamo ad esaminare l'evoluzione dell'incontro, che ha visto le aquile schierarsi con un offensivo 3-4-3, con Bleve tra i pali protetto dalla triade difensiva Celiento, Atanasov e Martinelli, Corapi e De Risio in zona di costruzione, sostenuti sugli outs da Statella e Contessa mentre, in attacco, Kanoutè, Di Piazza e Carlini, quest'ultimo piu trequartista che ala, cercavano valide soluzioni d'attacco.

I leoni utilizzavano lo stesso schema degli avversari, un altrettanto offensivo 3-4-3 rappresentato da Ioime a difesa della porta, coperto da quello che si rivelerà un insormontabile trio difensivo composto da Emerson, Silvestri e Sales, sostenuti dalle mezz'ali interdittrici Coppola e D'Angelo, appoggiati sugli esterni dagli inesauribili Coccia e Sepe, capaci di difendere e proporre in avanti. In zona d'attacco Murano, del quale abbiamo già detto, poteva contare sul sacrificio di Golfo e sugli assist di Ricci.

Descrivendo il film della partita, la prima azione d'attacco, al 2° era del Potenza, quando, un perfetto lancio del vecchio Emmy, pescava la testa di Silvestri, pronto ad impegnare Bleve con un preciso colpo di testa. Al 14°, quindi, Murano, lanciato in area,s'incuneava in area per la conclusione, impedita da un probabile intervento falloso di Celiento; rigore invocato, senza che l'arbitro Santoro di messina facesse una piega.Le aquile provavano a tessere gioco ed avevano un'alta percentuale di possesso-palla, ma non riuscivano a rendersi pericolose. I leoni, al contrario pressando alto, chiudevano tutti gli spazi e mordevano in contropiede, costringendo i calabresi a numerosi falli: alla fine 5 saranno gli ammoniti dei calabresi, contro 1 del potenza.Il pericolo giungeva in area lucana solo al 19°, quando Di Piazza, piuttosto in ombra quest'oggi, s'incuneava sull'esterno dell'area, ma veniva neutralizzato dai difensori rossoblù.

Due minuti dopo, al 21° il goal del “samurai “già descritto, al quale i giallorossi contrapponevano solo una conclusione inguardabile di Kanoutè al 22° ed un tiro dalla distanza di De Risio, respinto in angolo dalla difesa. Ma 7 minuti dopo, al 39°, con una fantastica azione corale, i rossoblù avevano l'opportunità di raddoppiare con Coccia, servito davanti al portiere dopo uno scambio D'Angelo-Murano, intercettato in extremis da un disperato intervento di martinelli. Mentre continuava il tran-tran senza sussulti dei calabresi, il potenza al 43° affondava un'altra volta con l'imprendibile Silvestri, pronto a servire Murano, il quale metteva in movimento l'accorrente D'Angelo, pronto a calciare, ma impreciso, sopra la traversa.Terminava, in tal modo il primo game con i leoni in vantaggio di un goal. Nel 2° le aquile cambiavano assetto giostrando con ben 4 attaccanti , 2 punte centrali Bianchimano e Di Livio neo-entrati e due attaccanti esterni Tulli, anch'egli subentrato a Statella, ed il solito Carlini.

Le aspettative, però, venivano deluse da un Potenza combattivo, che lottava su ogni pallone e che, con l'ingresso di Viteritti al posto dello stremato Ricci, prima si assestava con un 4-4-2 , con Viteritti esterno di centrocampo e Coccia terzino, quindi, sotto la spinta dei giallorossi, i rossoblù si attestavano anche su una linea difensiva a 5. Nonostante questo atteggiamento i leoni riuscivano spesso in contropiede a creare grattacapi alla difesa avversaria, spesso costretta al fallo.

L'unica vera opportunità per le aquile, giungeva alla ½ ora, quando Bianchimano, ben piazzato in area, calciava inopinatamente alle stelle.Assedio sterile dei giallorossi, dunque, fino al 5° minuto di recupero, quando Urso, entrato per sostituire Corapi, trovava la soluzione vincente per raggiungere il pareggio all'ultimo istante. Il match, quindi, terminava con i festeggiamenti sotto la curva ovest che non c'era, in attesa del prossimo confronto al Viviani, con la Triestina dello storico “ paron “ Nereo Rocco.

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