Dispersi in alto mare

Pubblicato: Domenica, 09 Ottobre 2022

di Pasquale Scarano

 

Come dispersi in alto mare, la ciurma di capitan Siviglia non è riuscita a mettere la barra a dritta, per rientrare nel porto della tranquillità, dopo una navigazione complicata e difficile per le forti correnti adriatiche che hanno indotto i suoi uomini a perdere la rotta.

Al contrario, i delfini pescaresi, a loro agio nei tormentosi elementi, disegnavano traiettorie maestose ed improvvise, che lasciavano esterrefatti e poco reattivi i loro avversari. Due simboli marinari, dunque, per raccontare di un confronto improbo, come quello tra Potenza e Pescara, dove i leoni hanno dimostrato di avere i loro limiti tecnici farciti da notevoli errori individuali, ed i delfini, nonostante non si siano dannati più di tanto, dall’alto della loro qualità, pur con qualche deficienza sugli esterni difensivi, hanno ottenuto un incontestabile successo per 1-3. Gli abruzzesi, in qualche circostanza, hanno usato le maniere forti, per frenare lo slancio dei potentini, ricevendo ben 3 ammonizioni, e sono andati in difficoltà, non solo salvandosi da mischie furibonde davanti alla porta, ma anche per l’imprecisione degli avanti rossoblù.

La differenza, nonostante la diversa caratura tecnica delle due compagini, consiste nel fatto che i biancazzurri sono stati perlopiù, tranne che in qualche circostanza, letali sotto rete. Gli uomini di mister Colombo, infatti, si presentavano con il collaudato 4-3-2-1, dove Plizzari, portiere scuola Milan, fungeva da estremo; la difesa vedeva Brosco e Boben centrali, in difficoltà sulle palle inattive, con Cancellotti e Milani terzini, non sempre attenti in chiusura. In mezzo al campo Krajas metronomo, era affiancato da Palmiero e Mora, che spesso imbeccavano Cuppone e Desogus seconde punte, pronte allo scatto ed al dialogo con la punta centrale Lescano, trio estremamente pericoloso per le difese avversarie.

Siviglia schierava Gasparini tra i pali, Girasole e Matino (ancora a rete di testa ), cerniera del pacchetto difensivo, con Rillo e Polito in difficoltà sugli esterni, dove Cuppone e Desogus approfittavano spesso degli errori d’impostazione dei difensori, ai quali creavano seri problemi con pressing e ripartenze.  A centrocampo Siviglia aveva affidato le chiavi della manovra a Laaribi, coadiuvato da uno spento Del Pinto e da Sandri, rivelatosi sempre dinamico e propositivo nelle azioni, ed incisivo soprattutto con i suoi cross tagliati. In zona offensiva i leoni giostravano con Caturano punta centrale, marcato spietatamente dagli avversari, e con Di Grazie e Volpe sulle ali; il primo esprimeva a tratti fasi di gioco, ma senza incidere più di tanto; il secondo, in qualche circostanza riusciva a creare problemi, tagliando in velocità la difesa avversaria, ma con lo stesso risultato dei suoi compagni di reparto. Da quanto sopra descritto discende che, nel 1° game, dopo 3 minuti una fuga di Volpe, allungatosi troppo sull’esterno, spacca la difesa avversaria che si salva all’ultimo istante, su un pallone che non raggiunge Caturano. 4 minuti dopo, un errore colossale di Polito crea una mischia ottocentesca in area potentina, dove incredibilmente i leoni rimpallano a turno la sfera che, giunta a Lescano finisce alle spalle del portiere, per il vantaggio del Pescara.

Incredibile! Reagisce il Potenza con due conclusioni di Volpe, al 10° e 13°, una delle quali sfiora l’incrocio dei pali. La palla buona per i rossoblù giunge alla mezz’ora, quando da un angolo la deviazione di testa di Caturano mette in moto Matino, pronto ad incornare alle spalle del portiere per il goal del pareggio. Temporaneo, perché al 46° Polito commette un altro errore su Cuppone, il quale se ne va e realizza la rete del 2° vantaggio. Nel 2° game il match vive fasi combattute con Sandri e Volpe in evidenza per il Potenza, tant’è che non si è capita la sostituzione di quest’ultimo, mentre è il contrario per quella di Polito; per i delfini in evidenza Desogus ed Il solito Cuppone scatenato, (sarà la legge dell’ex ) il quale al 37°, dopo una giocata sopraffina, colpisce in pieno la traversa.

Al fine della contesa, quindi, dopo tutta una serie di capovolgimenti di fronte, da un’iniziativa di Lescano in contropiede, al 50° nasceva un assist per l’accorrente Crecco, centrocampista neo-entrato al posto di Mora, il quale non aveva difficoltà a suggellare l’1-3 in favore del Pescara. Al termine, nonostante la delusione, il pubblico salutava con applausi i due ex di turno Cuppone e Lescano.

 

 

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