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Gli uomini che fecero l'impresa

Pubblicato: Giovedì, 02 Aprile 2015

di Pasquale Scarano

Udite! Udite!La Fidelis è caduta, precipitando rovinosamente a terra, dagli allori delle vittorie, alla polvere delle sconfitte. La roccaforte imprendibile, protetta da munitissime mura e difesa dai famosi imbattibili, è stata conquistata da un agguerrito manipolo di coraggiosi, guidati da un novello Ulisse, che con la testa, la tattica ed il cuore, hanno fatto crollare il mito degli invincibili.

Un'impresa che resterà negli annali, quella degli uomini di Giacomarro, che con intelligenza, sagacia tattica e forza atletica, hanno annichilito gli sforzi dei federiciani, costringendoli alla 1^ sconfitta tra le mura amiche.
I leoni, concentrati e convinti di poter fare il colpo, hanno schierato il solito 3-5-2, con il trio difensivo inalterato rispetto all'impegno contro la Sarnese, Lolaico-Sicignano-Schettino, nel mezzo, Viola e Vaccaro, con il compito d'inserirsi in zona d'attacco e Lauria, metodista del gruppo, distintosi soprattutto nella fase d'interdizione, al posto dell'infortunato Cianni. Sugli esterni Barillari e Basso erano pronti, dopo aver conquistato palla, a partire con le incursioni, per la finalizzazione delle punte Palumbo e Catanese.

Gli azzurri riproponevano il collaudato e terribile trio composto da Lattanzio, Olcese e Moscelli. In realtà i tre, per mancanza di lucidità e brillantezza riuscivano a combinare ben poco nei primi 20' di gioco, rendendosi pericolosi solo un pallone vagante, casualmente conquistato da Olcese e neutralizzato dai difensori che contravano Lattanzio.

Ma un minuto dopo, un'azione arrembante dei lucani portava Vaccaro a fulminare con un tiro improvviso Simone, il sostituto di Cilli, raggiungendo in tal modo il vantaggio. I rosso-blù bloccavano gli avversari nella zona nevralgica, e, aspettando il momento giusto tentavano di sorprendere la difesa avversaria. A proposito, una difesa irriconoscibile, dove Ola Bova & company, sembravano lenti ed impacciati nel contrastare i potentini.
Eppure, un'iniziativa del vecchio Oliveira, steso da Lolaico, procurava un calcio di rigore, trasformato dal cecchino Olcese. 1-1 e gara in equilibrio, dunque, con il Potenza che si proteggeva alle spalle, e marpionescamente attendeva l'attimo fuggente per colpire, cosa che avveniva con il magico Palumbo, furbo ad inserirsi tra i difensori ed a castigare estremo andriese; 2-1, quindi, e 20° goal stagionale di palumbo capo-cannoniere, anche se in numerosa compagnia. Ma i rosso-blù, sempre tonici e combattivi sfioravano il tris con Catanese quasi alla fine del tempo,che si concludeva con gli ospiti ancora in vantaggio, ma era un altro calcio di rigore, ad ¼ della ripresa, per un mani di Schettino, a consentire al solito Olcese il tiro a bersaglio. Parità, dunque, ma mentre la Fidelis con i nuovi entrati Volpicelli e Piccinni in cabina di regia, spingeva in zona offensiva, il Potenza dimostrava volontà e determinazione per ricerca del successo.

Quando l'Ulisse nostrano, che in precedenza aveva sostituito Catanese con Di Senso, inseriva anche Caraccio al posto di Lolaico ridisegnando tutta la squadra, rendeva chiaro l'obiettivo da conseguire. Così I leoni si catapultavano in zona offensiva con i 3 attaccanti Caraccio Palumbo e Di Senso, sostenuti dagli esterni Basso e Barillari e dagli interni Vaccaro e Viola. In tal modo nasceva un'azione spettacolare, tutta di prima intenzione, dove Viola con un elegante giocata serviva il puntero Caraccio Che al 91' concludeva ineluttabilmente in rete. Leoni per la 3° volta in vantaggio e questa volta, tenuto conto dei 6' minuti di recupero, che poi sono diventati 7', Giacomarro copriva la difesa con Posillipo rilevando un ormai stanco Palumbo, ma ormai gli azzurri non avevano più forze reattive, lasciando ai rosso-blù un meritatissimo successo, non casuale, ma fortemente cercato e raggiunto dai guerrieri indomabili del loro condottiero Ulisse.

Andria - Potenza: 2 - 3

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