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Iniziativa Pedicini (M5S) su impianti rifiuti in Comuni lucani

Pubblicato: Mercoledì, 08 Aprile 2015

Interrogazione alla Commissione europea del portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini sulle autorizzazioni concesse a giugno 2014 dalla Regione Basilicata per la costruzione di quattro impianti per la gestione di rifiuti pericolosi nei comuni di Ferrandina, Pisticci, Colobraro e Bernalda.

Nel documento presentato dall'esponente del M5s viene chiesto all'organismo europeo di intervenire nei riguardi della Regione Basilicata e delle autorità italiane per fare in modo che vengano rispettate le norme previste da quattro Direttive Ue che regolamentano la corretta gestione del trattamento dei rifiuti in ottemperanza alle normative nazionali e comunitarie.

In particolare, Pedicini mette in evidenza che la Regione Basilicata non ha ancora provveduto ad adeguare il Piano regionale dei rifiuti al decreto del 7 ottobre 2010 del ministero dell'Ambiente italiano recante il "Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti", contravvenendo alle disposizioni della Direttiva Ue 2008/98/Ce con la quale si propone un quadro giuridico volto a controllare tutto il ciclo dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento, ponendo l'accento sul recupero e sul riciclaggio. Nonostante questa situazione, con deliberazione n. 808 del 27 giugno 2014, - è spiegato nell'interrogazione - la giunta regionale lucana ha autorizzato la costruzione dei quattro impianti di gestione dei rifiuti, di cui tre per il trattamento di rifiuti pericolosi a Ferrandina, Pisticci e Colobraro e uno per la produzione di combustibile solido secondario atto ad alimentare un pirogassificatore nella zona Sin (siti interesse nazionale) di Pantanello nel territorio di Bernalda.
Rispetto a questo atteggiamento della giunta regionale guidata da Marcello Pittella, il portavoce pentastellato chiede alla Commissione europea di far sapere quali azioni può intraprendere affinché la Regione Basilicata adotti un Piano di gestione dei rifiuti tenendo conto delle Direttive 2003/35/Ce e 2001/42/Ce che impongono un elevato livello di protezione dell'ambiente e la promozione di programmi di sviluppo sostenibili, e se i procedimenti di Aia (autorizzazione integrata ambientale) e Via (valutazione impatto ambientale) per gli impianti sopra citati, siano in contrasto con la Direttiva 2011/92/Ue?

 

 

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