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Sfida all'O.K. Corral

Pubblicato: Domenica, 12 Aprile 2015

di Pasquale Scarano

Nella supersfida all'O.K. Corral, contro i famosi pistoleri del sud-ovest di Yatt Earp Cazzarò dalla mira quasi infallibile, gli sfidanti di Giacomarro Clanton hanno dovuto soccombere, per non aver centrato il bersaglio; gli Earp, invece, hanno tirato con precisione, inquadrando nel mirino i loro avversari, senza lasciar loro scampo.

Per dirla in breve, i famosi hanno sparato al momento giusto, cogliendo l'occasione propizia, indirizzando un proiettile che lasciava stecchito il portiere avversario. Tralasciando il mitico West, lo scenario dello Iacovone non era sicuramente quello del Gran Canyon, ma presentava una straordinaria cornice popolare tesa a spingere verso il traguardo 11 uomini combattivi e grintosi, votati alla ricerca del successo.

Eppure, nonostante il fattore ambientale e la possanza atletica degli jonici, i lucani tenevano bene il campo disposti con un 3-5-1-1, con il terzetto difensivo Lolaico-Sicignano-Schettino, contro Genchi e Gabrielloni e Mignogna, Basso e Barillari sugli esterni a contrastare Cicerelli e Porcino, e centralmente Viola-Lauria-Vaccaro a vedersela con Ciarcià e Marsili & company; in attacco il solitario Palumbo, con Catanese alle spalle, uomo pressing sui portatori di palla. Da quanto descritto, nel 1° game non si sviluppavano azioni mirabolanti; nonostante l'iniziativa fosse del Taranto, le minacce alla porta di Patania non creavano grandi imbarazzi al pacchetto arretrato lucano. Gabrielloni metteva in opera 2 tentativi sventati dai difensori e su Mignogna salvava un attento Lauria, ma nulla di più: I leoni avevano chiuso le fasce ai delfini che non riuscivano a concretizzare, ma è pur vero che i re della foresta non riuscivano a mordere con le ripartenze, nelle quali Palumbo era per lo più isolato, nonostante gli sforzi di Barillari, Vaccaro e Catanese.

Nella ripresa, gli uomini di Cazzarò acceleravano e su una percussione centrale di Gabrielloni, guadagnavano un tiro dal limite che, al 9°, il cecchino Marsili indirizzava in rete. Le immediate ed irose proteste di Patania con i propri compagni in barriera, la dice lunga sulla dinamica dell'episodio. La reazione di Giacomarro era tempestiva e, tirando fuori, Lolaico e Lauria, inseriva 2 attaccanti, Di Senso e Caraccio schierando un offensivo 4-2-4.
Il tecnico pugliese, senza badare a sottigliezze stilistiche, arretrava gli esterni formando in tal modo una difesa a 5. Non accadeva più nulla fino al 37° del 2° game, quando Palumbo veniva steso dal portiere avversario in area, ma, invece del rigore, veniva inspiegabilmente fischiata una molto dubbia posizione di off-side dell'attaccante lucano. Le successive rimostranze verso la terna arbitrale non approdavano a nulla anzi, qualche minuto dopo Caraccio prendeva la via degli spogliatoi espulso per un takle giudicato eccessivo dall'arbitro dell'incontro.

Il match si chiudeva con l'amaro calice della sconfitta per i potentini, i quali non dovrebbero abbattersi per questo incidente di percorso, in considerazione dei valori tecnici e della forza atletica espressi dai delfini, e del fatto che il torneo, pur avendo vissuto una sfida epica, nell'ultima immagine, non è ancora stata scritta la parola “The End“.

Taranto - Potenza:1-0

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