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Grecia declassata

Pubblicato: Sabato, 18 Aprile 2015

di Antonio Savino
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Se la Grecia non restituirà 747 milioni di euro al Fondo monetario internazionale entro il 12 maggio dovrà dichiarare il fallimento. Lo ha dichiarato il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che sull’uscita della Grecia dall’eurozona si è detto comunque “fiducioso che questo non accada”.

 L’agenzia Standard & Poor’s ha abbassato il rating del paese da B- a Ccc+, per il rischio che in assenza di riforme economiche radicali o un ulteriore sconto sul debito la situazione del bilancio pubblico greco diventi “insostenibile”. L’economia della Grecia è scesa dell’1 per cento in sei mesi, nonostante il doppio beneficio dei prezzi bassi del petrolio e dell’euro debole. Il 24 aprile, data in cui i ministri dell’eurogruppo avrebbero dovuto confermare una nuova tranche di finanziamenti, ci sarà “solo una ricognizione dei progressi”, ha detto il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis. Atene “deve scegliere se rimborsare il Fondo monetario o pagare gli stipendi e le pensioni ai suoi impiegati”, ha dichiarato il capo della ricerca economica di Open Europe Raoul Ruparel, “e per per un governo radicale di sinistra come quello di Tsipras si tratta di una decisione problematica”. Per quanto sopra avvio incerto per Piazza Affari dopo la brutta seduta della vigilia sui timori per uno stallo del negoziato greco. Il Ftse Mib sale dello 0,25% con Yoox (+1,61%), Fca (+1,19%) e Mediolanum (+1,21%). Debole Mediaset (-1,11%), dopo l'accordo tra Telecom (+0,54%) e Sky, con Azimut (-0,81%), Saipem (-0,58%) e UnipolSai (-0,51%). Scivolano Rai Way (-2,61%), dopo lo stop della Rai all'opas di Ei Towers (invariata), e Sorin (-2,61%), dopo l'uscita di UnipolSai dal capitale. E' ancora in rialzo lo spread tra Btp e Bund che ieri era tornato sopra quota 130 punti per la prima volta da febbraio per poi chiudere in fine giornata a 128 punti. Ai primi scambi il differenziale segna 132,2 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano sale all'1,39%. Asia a due velocità, corre Cina, debole Tokyo  - Seduta a due velocità per le borse asiatiche, con gli indici cinesi che aggiornano i massimi da sette anni grazie alla fame di azioni del colosso asiatico e prese di beneficio su Tokyo (-1,2%) e Sydney (-1,2%). Shanghai balza del 2,4%, l'indice Hs China di Hong Kong è salito del 25% in un mese. Oggi sono attesi i dati su inflazione e fiducia dei consumatori Usa. In agenda anche il G20 mentre preoccupa lo stallo sulla Grecia. Il dollaro chiude una settimana debole su euro e yen.

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