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Sul Consorzio industriale di Potenza non si cambia: aumentano i debiti e i versamenti di mamma Regione

Pubblicato: Sabato, 02 Maggio 2015

di Gianni Rosa - Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

Una montagna di debiti emerge dal piano stralcio di risanamento del Consorzio Industriale di Potenza approvato dalla Giunta regionale il 27 marzo.

Nel 2012 i debiti ammontavano a 37.650.766 di euro mentre il fabbisogno effettivo a 21.207.525 di euro, nel 2014 sono schizzati a 47.302.826 di euro ed il fabbisogno a 28.176.532 di euro.

A questa situazione la Regione risponde con la riforma della governance dei Consorzi industriali che avrebbe dovuto migliorare le performance di questi Enti ma in concreto evidenzia tutta la sua vacuità. 

Per ora con il piano stralcio nessun atto concreto di risanamento, si anticipano i primi 2 milioni di euro dei 20 promessi per i prossimi 10 anni. In pratica, il Consorzio non ha liquidità, non riesce a pagare i suoi fornitori e questi a loro volta i dipendenti e quindi chiede i soldi a mamma Regione. Questo il primo atto del nuovo amministratore che, appena insediato, aveva impiegato 30.000 euro di un bilancio in crescente perdita per una consulenza.

La scena è la stessa vista nel 2012, quando con Pittella Assessore, furono stanziati, sempre per il risanamento dell’Ente, 10 milioni di euro in 10 anni. Fino al 2014, l’Asi di Potenza aveva ricevuto 3.300.000 di euro ma del risanamento neanche l’ombra.

Con Pittella presidente, arriva, poi, la riforma dei Consorzi e l’Asi potentino ottiene 2 milioni di euro all’anno per 10 anni. La situazione insomma è palesemente peggiorata.

Non c’è che dire, il Commissario ha fatto proprio un bel lavoro di risanamento e l’Assessorato pittelliano ha lasciato la sua impronta nel campo dello sviluppo delle attività produttive. Ovvero nulla.

Ma guardando bene la Presidenza pittelliana non cambia di molto la situazione. Leggendo il piano stralcio del nuovo amministratore Antonio Bochicchio ci si rende conto che è quasi del tutto identico al piano di risanamento del 2012: si parla ancora dell’adesione del Consorzio al sistema collettivo gestito da Sel, di cessione delle reti idriche ad Acquedotto Lucano e di riduzione del personale.

Insomma ci sembra, per il momento, che i 30.000 euro spesi dall’amministratore per il superconsulente che avrebbe dovuto “affiancare gli uffici consortili per predisporre il miglioramento del piano di risanamento 2012 del Consorzio Industriale” non hanno prodotto nulla di nuovo. Il piano è praticamente lo stesso e noi miglioramenti non ne vediamo.

Se ne sarà accorto Pittella Presidente che il piano presentato nel 2015 è il medesimo di quello presentato nel 2012 quando egli ricopriva la carica di Assessore? Ma tanto cosa importa se gli ‘amici degli amici’, oggi come ieri, fanno un pessimo lavoro. C’è mamma Regione che paga.

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