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Condanna amara

Pubblicato: Lunedì, 18 Maggio 2015

di Antonio Savino
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E’ una condanna amara. Il tribunale federale di Boston ha deciso di mandare a morte Dzhokhar Tsarnaev per l’attentato alla maratona del 15 aprile 2013. La condanna sarà eseguita con un’iniezione letale.

 

Nel 2013 Dzhokhar Tsarnaev e suo fratello Tamerlan Tsarnaev hanno fatto esplodere due bombe vicino al traguardo della maratona di Boston. L’esplosione ha causato tre morti e 264 feriti.

Dzhokhar Tsarnaev, che ha 21 anni ed è di origine cecena, sarà trasferito nella prigione federale di Terre Haute, nell’Indiana, in attesa dell’esecuzione, ma probabilmente la difesa farà ricorso.

Tsarnaev è accusato anche di aver ucciso il poliziotto Sean Collier, 27 anni, la sera del 18 aprile 2013 vicino al Massachusetts institute of technology, durante un inseguimento.

Dopo 14 ore di discussione, la giuria ha deciso che Tsarnaev dovrà essere condannato a morte perché non ha mostrato alcun pentimento in seguito all’attentato. Alla lettura della sentenza, i parenti delle vittime hanno cominciato a piangere e Tsarnaev non ha avuto alcuna reazione apparente.

Non tutti i parenti delle vittime sono a favore della pena capitale nei confronti dell’attentatore. I genitori di Martin Richard, un bambino di otto anni morto nell’esplosione alla maratona, hanno scritto una lettera al Boston Globe, chiedendo al governo di non permettere la condanna a morte di Tsarnaev, perché i ricorsi dei prossimi anni non farebbero altro che prolungare la loro sofferenza per la morte del figlio.

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