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Il giorno dopo la tornata elettorale

Pubblicato: Martedì, 02 Giugno 2015

A questo giro, è finita 5 a 2 per il centro sinistra. Un risultato, questo delle Regionali 2015, che consegna, in totale, 16 regioni su 20 al Pd di Renzi, che perdela Liguria ma guadagnala Campania.

Ma, al di là del risultato definitivo, che cosa ci dicono queste consultazioni dei trend elettorali nel nostro paese? Per scoprirlo abbiamo messo a confronto le ultime quattro tornate elettorali (le regionali del 2010, le elezioni politiche del 2013, le europee del 2014 e queste ultime regionali) nelle sette regioni che sono andate al voto domenica. Abbiamo considerato i principali quattro partiti che si spartiscono e si sono spartiti l'elettorato italiano: Pd, Pdl (poi divenuto Forza Italia nel 2013), Lega e il Movimento Cinque Stelle, che si è presentato per la prima volta alle politiche del 2013. I dati sono relativi alla performance del singolo partito considerata al netto della coalizione con cui si sia eventualmente presentato. Per esempio, alle regionali del 2010, Lega e Pdl hanno corso insieme in tutto il Nord, mentre la coalizione di centro sinistra comprendeva, oltre il Pd, l'Italia dei valori di Di Pietro, Sel, Psi e Verdi. Alle Europee del 2014 invece la lega ha corso da sola, per poi tornare ad allearsi, in queste ultime consultazioni, con Forza Italia, in Liguri, Veneto e Umbria.

Il calo del M5S e di Forza Italia
I dati, confrontati tra loro, mostrano due tendenze significative: un calo fisiologico, nonostante l'ultima buona performance, del Movimento Cinque Stelle, che non eguaglia, in nessuna delle sette regioni, i risultati delle politiche del 2013, fermandosi in media al 15,4%. Il partito di Grillo era riuscito a fare più del doppio nel 2013. Cala anche Forza Italia, che vince in Liguria trascinata dalla Lega ma che in nessuna delle regioni arriva al 20%, fermandosi al 17.78 in Campania. Va malissimo, per esempio, in Veneto, dove invece, nel 2010, con il nome di Pdl aveva guadagnato il 24,74%.

Alti e bassi di Lega e Pd
Lega e Pd, almeno in queste sette regioni, mostrano risultati tra loro molto altalenanti in questi quattro anni di consultazioni elettorali. Certo il Pd non ripete in nessuna di queste regioni l'exploit delle Europee, e il crollo è notevole in Veneto (dal 37,5% al 16,66%) e in Liguria (da 41,7% al 25,63%). 

Sul fronte Lega, risultato raddoppiato nelle Marche e triplicato in Umbria rispetto alle consultazioni del 2010. In Veneto, quest'anno, la metà dei voti sono andati a Zaia. E il partito di Salvini si è fermato al 17,82.

Matera, Adduce e De Ruggieri al ballottaggio
E' diventato definitivo solo a 20 ore dalla chiusura dei seggi il risultato dello scrutinio delle Comunali di Matera: il 14 giugno ci sarà il ballottaggio tra Salvatore Adduce (Pd), che ha ottenuto il 40,1%, e Raffaele De Ruggieri (sostenuto da nove liste civiche) con il 36%. Al terzo posto del primo turno Angelo Tortorelli (Osiamo per Matera) con il 13%, seguito da Antonio Materdomini (M5S) con l'8,4, Francesco Vespe (L'altra Matera) con l'1,4% e Antonio Cappiello (Noi con Salvini) con l'1,1%.

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