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Individuazione aree non idonee agli impianti alimentati da fonti rinnovabili

Pubblicato: Venerdì, 05 Giugno 2015

Oltre i ritardi anche la beffa. Oltre l’80% del territorio lucano non è idoneo ma bisogna piegarsi agli interessi nazionali

di Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

I fatti: il 16 gennaio 2010,la Regione Basilicata pubblica il “PIEAR - Piano Energetico Ambientale Regionale”; il 10 settembre 2010, il Ministero delle Attività Produttive ha emanato le “Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”.

 

Dunque, nel giro di un anno dalla sua approvazione, il PIEAR viene superato dalle Linee Guida ministeriali e necessita di aggiornamenti. I Dipartimenti latitano per 4 anni. Con la Legge Regionale n.18 del luglio 2014, si cerca di accelerare fissando il termine di 60 giorni dalla entrata in vigore della norma, per individuare le aree del territorio lucano non idonee ad ospitare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel mese di Ottobre di questa individuazione ancora nulla. Dunque presentiamo una interrogazione per conoscere a che punto fosse l’individuazione di queste aree e l’Assessore ci risponde che il comitato Tecnico Paritetico istituito presso il Dipartimento Ambiente ha predisposto un apposito documento, già a novembre, che è ancora “in fase di condivisione (…)” e “conclusa la fase di condivisione, la competente Direzione Generale del Dipartimento Ambiente sottoporrà il documento del Comitato Paritetico alla definitiva approvazione degli organi politici”.

Quindi, di fatto, ancora nulla. Siamo a giugno 2015 e nella seduta della III Commissione del 23, l’Assessore Berlinguer, sentito in audizione, ha dichiarato che lo studio, approntato dal Dipartimento, “individua nel territorio regionale un numero di aree non idonee che quasi coincide con l’80% della superficie”.

A parte i ritardi di un’Amministrazione che non rispetta neanche i termini imposti dalle leggi, ci chiediamo: nel passaggio da un Ufficio all’altro quante delle aree individuate non idonee diventeranno idonee? Ci spieghiamo meglio.

L’elenco delle aree non idonee ad ospitare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili doveva essere predisposto all’indomani della pubblicazione delle Linee Guida, nel 2010. Per oltre 4 anni, gli impianti sono sorti senza che fossero rispettati i criteri dettati dal Ministero, perché il nostro PIEAR non recepiva dette Linee.

A ciò si aggiunga che non è servito il termine di 60 giorni imposto con legge regionale a luglio 2014 per ottenere un’accelerazione dagli Uffici. Siamo a Maggio 2015 e ancora si parla di concertazione tra gli Uffici, in particolare quelli delle Attività produttive che hanno assunto impegni “nei confronti delle autorità nazionali e, correlativamente, di coloro che magliano così la rete, cioè i vari enti, ENEL”.

In altre parole, gli impegni presi dalla Regione sulla base di un PIEAR non aggiornato e non conforme alle Linee guida devono essere rispettati. Come si intuisce dalle parole di Berlinguer, se sono stati presi impegni (e sottolineiamo che l’Assessore non parla neanche di autorizzazione) dal Dipartimento Attività produttive per la costruzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in aree che il Dipartimento Ambiente considera non idonee, per il rispetto di quegli impegni prevarrebbe la logica dell’economia (e Berlinguer fa ancora riferimento a quella nazionale, neanche a quella regionale) sulle ragioni dell’ambiente.

Insomma, dopo tutti i ritardi e le inadempienze dovuti da una politica regionale disattenta e disinteressata al tema ambientale e di tutela del territorio, come per le estrazioni petrolifere, i Lucani vedranno i loro interessi piegati a quelli nazionali. Era meglio essere una Terra di pastori che diventare l’hub energetico italiano.

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