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Solidarietà controversa

Pubblicato: Venerdì, 24 Aprile 2015

di Antonio Savino
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Diamo una mano, sì. Ma immigrati non ne vogliamo. È quantomeno controversa l’offerta del premier britannico David Cameron al Consiglio europeo. Il primo ministro inglese ha confermato l’offerta di collaborare ai pattugliamenti nel Mediterraneo con una nave da sbarco,la Hms Bulwark, più due motovedette e tre elicotteri.

 

Ma ponendo la condizione che eventuali salvataggi in mare avvengano purché «le persone salvate dalla Royal Navy siano portate nei Paesi sicuri più vicini come l’Italia e che non chiedano asilo nel Regno Unito».

Come a dire: diamo una mano a salvare le vite, ma poidi quelle vite non vogliamo occuparci. E ancora peggio: rifilatele all’Italia, come se fosse ovvio che la nostra vicinanza al Nord Africa ci debba imporre tutti gli sforzi per l’aiuto ai profughi.

Cameron ha se non altro fatto ammenda per non aver già contribuito alle operazioni di pattugliamento marittimo nel Mediterraneo, assicurando che «la Gran Bretagna aiuterà sia dal punto di vista del budget che dedichiamo alla difesa sia sul piano dei mezzi».

Non sorprende più di tanto la posizione del premier conservatore inglese, spinto alla cooperazione perevitare nuove morti in mare ma comunque fedele alla sua posizione euroscettica.

Che non intende, evidentemente, allentare, anche per motivi elettorali: il partito nazionalista di Nigel Farage, l’Ukip, lo ha superato a destra. Le elezioni del 7 maggio potrebbero essere la consultazione più importante del dopoguerra, dal punto di vista degli equilibri politici e della scelta sull’Europa. Farage, secondo alcuni sondaggi, potrebbe arrivare a superare il 10% e qualcuno lo accredita persino al 19%. Tutti voti rubati ai conservatori.

Londra ha, da tempi non sospetti, una posizione “diversa” rispetto all’immigrazione: il Regno Unito non aderisce né all’euro né al patto di Schengen e quindi alcuni cittadini dell’Ue non possono andare a Londra con la stessa semplicità che abbiamo noi. Dopodiché, il resto dell’Unione va avanti a balzi.

Se è vero che anche i Paesi che non affacciano sul Mediterraneo – dalla Gran Bretagna appunto al Portogallo, fino al Belgio e alla Norvegia, passando per la Germania – hanno promesso aiuto navale nel Mediterraneo, le regole sull’immigrazione restano diversissime. E a pesare non ci sono solo le leggi, adeguate, permissive o restrittive, a seconda di come le si vedano.

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