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Baltimora come Fereguson

Pubblicato: Mercoledì, 29 Aprile 2015

di Antonio Savino
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Baltimora come Ferguson. Anche qui, come per ben due volte nel giro di pochi mesi nella cittadina del Missouri, esplode la rabbia della comunità afroamericana contro i metodi violenti della polizia. Quelli che avrebbero portato all'uccisione dell'ennesimo ragazzo di colore, Freddie Gay, 25 anni, morto dopo l'arresto, con la spina dorsale spezzata.

Lunedì scorso, era il giorno del funerale di Freddie. Ma presto le preghiere di migliaia di persone si sono trasformate in protesta, e la protesta di una parte dei manifestanti in rivolta. E la rivolta in violenze e razzie. Auto civili e mezzi della polizia dati alle fiamme, fuoco appiccato ai negozi, vetrine spaccate, un enorme incendio appiccato a un edificio in costruzione, più di un centro commerciale preso d'assalto e saccheggiato. E un fittissimo lancio di pietre e bottiglie contro la polizia, che ha portato al ferimento di almeno una ventina di agenti, di cui uno sarebbe in gravi condizioni. Insomma, scene di guerriglia urbana, con decine di arresti, e alcune zone della città al di fuori di ogni controllo. Improvvisamente si materializza lo spettro dei moti del '68 quando, in seguito all'assassinio a Memphis di Martin Luther King, a Baltimora si registrarono le proteste più violente, e la città per ben otto giorni fu trasformata in un vero e proprio campo di battaglia.
Il presidente americano, Barack Obama, segue la situazione dalla Casa Bianca, costantemente aggiornato. Ha ricevuto nello Studio Ovale la neo ministra della giustizia Loretta Lynch, la prima afroamericana a ricoprire questa carica. E ha chiamato il sindaco di Baltimora Stephanie Rawlings-Blake, anch'essa afroamericana.

È lei che al calar della sera annuncia il coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino, per una settimana intera. "Riporteremo l'ordine - dice -. Ci sono criminali in azione che vogliono distruggere la nostra città". La polizia ha arrestato 27 persone e oggi le scuole della città resteranno chiuse. Stephanie Rawlings-Blake ha dichiarato che i saccheggiatori sono dei "teppisti" che non hanno nulla a che fare con le proteste contro la violenza della polizia. I violenti hanno saccheggiato negozi di liquori, farmacie e un centro commerciale, appiccando inoltre incendi e attaccando poliziotti.

Intanto il governatore del Maryland, Larry Hogan, decretava lo stato di emergenza e annunciava l'arrivo di 5.000 uomini della Guardia nazionale. Una situazione quasi da legge marziale.
Al campus della John Hopkins University a tutti è stato ordinato di mettersi al riparo. Si cerca qualcuno armato. Una persona viene arrestata, ma la caccia all'uomo prosegue nella notte. E nella notte intervengono i familiari di Freddie. La sorella gemella, Fredericka, lancia un appello alla calma e si dice in disaccordo con le violenze: "Freddie non era una persona violenta", ricorda davanti alle telecamere.

Gray fu arrestato il 12 aprile per avere cercato di scappare agli agenti. Venne portato in una stazione di polizia a bordo di un furgone senza cinture di sicurezza, e subì lesioni alla colonna vertebrale che hanno poi causato la morte. Un avvocato della famiglia ha riferito che l'80% della spina dorsale di Gray all'altezza del collo era danneggiata. Sei agenti sono stati sospesi e il dipartimento di Giustizia sta indagando sull'episodio per possibili violazioni dei diritti civili.

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