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Il Play Potenza si fa incantare dalla Cavese

Pubblicato: Domenica, 03 Maggio 2015

di Pasquale Scarano

E così il play-boy navigato come il leone rosso-blù si fa incantare dal fascino aggressivo dell'aquila, ammaliato si rammollisce in patetiche dediche d'amore e regali. Un regalo affettuoso del blando felino, intorpidito dalla siesta dei primi caldi, che ha consentito all'aquila di azzannare la preda e di volare verso il proprio nido.

La Cavese, in effetti, ha sfruttato al massimo una delle 2 occasioni avute durante il 1° tempo; nella circostanza la difesa lucana, prendila tu che io non la prendo, con un particolare ticche e tocche e riticche e tacche, ha consentito al 6' minuto, allo stinco del trequartista Ausiello di metterla dentro, con sommo gaudio della panchina di mister Agovino. Per tutto il primo tempo gli aquilotti, senza strafare, hanno badato al sodo, lasciado ai leoni un possesso palla improduttivo, e costringendo gli avversari, con fulminee ripartenze di Luigi palumbo e De Stefano ad affannose rincorse all'indietro, per respingere i veloci contropiede . Nel corso della 1^ frazione di gioco, l'assetto delle due formazioni vedeva i rosso-blù con il solito 3-5-2, ma con delle innovazioni; Lolaico Sicignano e Melis centrali difensivi, con i soliti 2 esterni Basso e Barillari, in mezzo al campo Viola Cianni e Lauria, Palumbo e Di Senso alla caccia del goal.I bianco-blù, invece giostravano con Campanella e Manzo centrali difensivi, Capaldo e Picascia terzini, senza licenza di offendere, Lucchese, Platone e Della Corte in mezzo a tessere geomatrie, con il vecio Ausiello a comandare ed ispirare offensive sulla trequarti per i due punteros.

Il 4-3-1-2 di Agovino è diventato con il passar del tempo un 4-4-2 con l'arretramento di Ausiello davanti alla difesa, ad arginare le iniziative potentine, per lo più inefficaci per l'imprecisione dei finalizzatori e per l'arcigna difesa campana. I potentini si ostinavano a duettare sterilmente, cercando spazi che non c'erano, collezionando cross stereotipati preda della difesa delle aquile e tentando spesso la battuta dalla media distanza, ma con estrema imprecisione. Nel 2° game, dopo 12 minuti Giacomarro rivoluziona l'assetto, tirando fuori uno spento Cianni e posizionando Lauria, in difficoltà come mezz'ala, ma efficace in qualità di metodista davanti al pacchetto arretrato ed inserendo, al posto di Melis, Catanese sulla corsia destra d'attacco, Caraccio sull'opposta corsia, ma l'argentino dava una mano anche nel recupero palla, ed i soliti 2 attaccanti centrali. In difesa retrocedeva Basso a dare una mano al duo Sicignano-Lolaico sicuro ed insuperabile. Si concretizzava in tal modo, una trasformazione con cambio di ritmo ed accelerazioni che mandavano in tilt gli uomini di Agovino.

Poi al 22^ un'invenzione di Caraccio (poco impiegato) liberava Barillari per il cross decisivo completato da una perfetta incornata di Palumbo che portava i rosso-blù sul pari. Il match aveva ogni tanto dei sussulti, sia con il Potenza in attacco, sia con i contropiede della Cavese, ma poi, all'ultimo istante una serpentina del solito Caraccio metteva Palumbo nelle condizioni di segnare, ma il cecchino mancava clamorosamente il bersaglio. Dunque, per poco non è finita in gloria con i leoni a festeggiare,tenuto conto che ormai sono dei play; ma è pur vero che bisognava fare i conti col misterioso fascino del “ dove osano le aquile “.

Potenza - Cavese: 1 - 1

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