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Prima che i mostri si rivelassero…

Pubblicato: Martedì, 26 Maggio 2015

di Federica Pergola

Nel giugno del 1933 un medico di New York che esercitava la professione in un sobborgo di Berlino, si presentò in condizioni disperate – completamente nudo, mostrava la pelle scorticata e sanguinante a causa delle frustate ricevute su tutto il corpo – al Consolato degli Stati Uniti di Berlino.

Il console generale George Messersmith rimase inorridito, ma non si sorprese. Da quando Hitler aveva assunto la carica di cancelliere c’erano già stati diversi casi di percosse e arresti di cittadini americani. Tra i primi a comprendere che qualcosa di fondamentale era cambiato in Germania, Messersmith sapeva però che purtroppo in America erano in pochi a pensarla come lui. “Se l’attuale governo resterà in carica ancora un anno- scrisse in un rapporto per il dipartimento di Stato- trasformerà la Germania in una minaccia alla pace mondiale negli anni a venire…gli uomini a capo di questo governo sono degli psicopatici che, in condizioni normali, verrebbero sottoposti a un trattamento in qualche struttura specializzata”. Intanto, però, in Germania non c’era più nemmeno un ambasciatore permanente. Roosevelt si era appena insediato come nuovo presidente e il nuovo ambasciatore non era atteso per altre tre settimane!

 Questa è la sua storia. La vera storia -ricostruita attraverso lettere, diari, memorie e documenti ufficiali- di William E. Dodd, rispettabile professore all’università di Chicago, nominato ambasciatore degli Stati uniti a Berlino pur non essendo né ricco, né influente. Il giardino delle bestie di Erik Larson- collaboratore di Time, New Yorker e di altre prestigiose riviste americane – racconta i primi dodici mesi di permanenza di Dodd, quando, in compagnia di sua figlia Martha, comincia a passeggiare in una città addobbata da stendardi rossi, bianchi e neri; quando, all’alba di tempi molto bui, comincia a sedere nei caffè all’aperto frequentati dalle SS; a recarsi all’ambasciata passando davanti a case traboccanti di gerani; a incontrare Hitler, Goebbels, Goring, con i quali cena, danza, beve, conversa. Finché - alla fine del 1934, la brutale “purga” delle SS sulle SA (le squadre d’assalto) e l’esplicita esibizione di sete di sangue, furia, vendetta e sgomento che la accompagnò- padre e figlia cominciano a capire la vera natura del governo hitleriano. “Ho visto tanto di quel sangue e di quel terrore che mi basteranno per tutto il resto della vita”- scriverà Martha. E Dood cominciò a dichiarare di non comprendere da dove venisse quella strana indifferenza verso le atrocità che si era diffusa in tutto il paese; e quella disponibilità del popolo ad accettare ogni nuovo provvedimento oppressivo, ogni nuovo atto di violenza, senza mai protestare. “Era come se tutti fossero entrati nella foresta buia di una favola, dentro la quale ogni normale criterio di ragione e di torto era sospesa…”

 Quel primo anno di Dood come ambasciatore a Berlino coincise con l’ascesa di Hitler da cancelliere a tiranno assoluto. Quel primo anno fu solo il prologo, solo un piccolo assaggio di ciò che di lì a poco sarebbe purtroppo seguito. E la prospettiva del racconto è tanto affascinante quanto insolita. Adesso, infatti, con il senno di poi, ci siamo resi conto di quanto sarebbe stato facile cambiare il corso della storia. Se soltanto qualcuno avesse bloccato quell’avanzata! Se solo si fosse riconosciuto in tempo il reale pericolo rappresentato dal piccolo austriaco! Ma allora, chi viveva lì, chi si sentiva premere dagli Stati Uniti esclusivamente per recuperare il miliardo di dollari che era stato prestato a Berlino, solo a poco a poco poté intraprendere un viaggio di scoperta e di trasformazione… E in questo viaggio a ritroso, lentamente ma inesorabilmente, si scivola in un incubo; la luce e i colori sembrano spegnersi, e in quell’unica nota di grigio ecco svelata la vera natura di quella città: non più un giardino di fiori, ma di bestie.

 <<Nella luce del mattino tutto era chiaro e brutale come la voce della storia, che invita tutti noi a non prenderci in giro da soli: le stesse cose potrebbero accadere a qualunque città, a chiunque, anche a noi>> Christopher Isherwood

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Il giardino delle bestie, di Erik Larson, Neri Pozza, €14,00

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