Francesco chiede perdono agli Indios

Creato: Martedì, 16 Febbraio 2016 Pubblicato: Martedì, 16 Febbraio 2016

Di Antonio Savino
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"Molte volte, in modo sistematico e strutturale, i vostri popoli sono stati incompresi ed esclusi dalla società: alcuni hanno considerato inferiori i loro valori, la loro cultura e le loro tradizioni; altri, ammaliati dal potere, dal denaro e dalle leggi del mercato, li hanno spogliati delle loro terre o hanno realizzato opere che le inquinavano".

Papa Francesco ha espresso la sua vicinanza e solidarietà ai popoli indigeni del Messico, durante l’omelia della messa celebrata a San Cristobal de las Casas, davanti alle comunità indigene del Chiapas. "Che tristezza!», ha esclamato il Pontefice. "Quanto farebbe bene a tutti noi fare un esame di coscienza e imparare a dire: perdono! Il mondo di oggi, spogliato dalla cultura dello scarto, ha bisogno di voi!", ha detto Papa Francesco, osservando che "i giovani di oggi, esposti a una cultura che tenta di sopprimere tutte le ricchezze e le caratteristiche culturali inseguendo un mondo omogeneo, hanno bisogno che non si perda la saggezza dei loro anziani. Il mondo di oggi, preso dal pragmatismo, ha bisogno di reimparare il valore della gratuità".

Francesco non ha tralasciato neppure di affrontare un tema a lui molto caro: l’ambiente. "La sfida ambientale che viviamo e le sue radici umane ci toccano tutti e ci interpellano - ha detto ai messicani - non possiamo più far finta di niente di fronte a una delle maggiori crisi ambientali della storia. In questo, voi avete molto da insegnarci- I vostri popoli, come hanno riconosciuto i vescovi dell’America Latina, sanno relazionarsi armonicamente con la natura, che rispettano come fonte di nutrimento, casa comune e altare del condividere umano". Bergoglio ha lamentato il fatto che "siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. " La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra".

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