Inquinamento ambientale: Solo indagini parziali

Pubblicato: Mercoledì, 25 Marzo 2015

di Gianni Rosa, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale 

Dell’inquinamento ambientale e delle dannose conseguenze sulla salute dei cittadini ce ne siamo sempre occupati: dall’osservatorio ambientale della Val d’Agri che per anni non era mai stato attivato finchè non abbiamo sollevato al questione in Consiglio, alla carenza assoluta di controlli da parte dell’ARPAB, alle fiammate del Centro Oli di Viggiano, alle discariche sparse nella Regione, ai miasmi prodotti da Tecnoparco.

Ogni volta, nel rispondere alle nostre sollecitazioni il Governo regionale ha sempre mostrato molto nervosismo, quasi la salute della nostra Terra fosse un tema tabù. E così è stato anche durante la discussione sulla nostra interrogazione riguardante la scoperta di radioattività nei campioni di acqua di deiezione prelevati dalle autobotti provenienti dal centro oli di Viggiano e dirette all'impianto di Tecnoparco di Pisticci Scalo.

Berlinguer ci ha fatto sapere che dai controlli effettuati da ARPAB e ISPRA, non solo sulle autobotti, ma anche sull’ambiente circostante l’impianto e sul letto del fiume Basento, successivamente all’ ‘incidente’ della acqua radioattiva trasportata a Tecnoparco non si sono riscontrate anomalie radiometriche. In sostanza ‘tutto apposto’!

Ora, però, senza voler fare i ‘tecnici’ e senza voler creare allarmismo, vi è da dire che le analisi effettuate da ARPAB e ISPRA, durate solo due mesi (novembre e dicembre 2014) sono, a nostro parere, parziali e inficiate da un presupposto errato, ovvero che la radioattività che esce dall'ENI è di origine esclusivamente naturale.

Non lo diciamo noi. Sia chiaro. Lo dice l’ARPAB che ha fornito i dati ad ISPRA: “Su tutti i dati sono state effettuate analisi di spettrometria gamma …. . Tali analisi sono state rivolte soprattutto alla valutazione delle concentrazioni di radionuclidi naturali …”. In pratica cosa hanno cercato gli enti regionali e nazionali preposti al controllo? La radioattività naturale, che è nella norma. E quella che eventualmente è derivante da attività industriali, tipo quelle petrolifere? Non si sa.

Evidentemente, partire da quel presupposto significa aver effettuato delle ricerche parziali, non aver fatto tutta una serie di analisi che sono legate a radiazioni provenienti da lavorazioni di tipo industriale.

Berlinguer ha tentato di difendere le risultanze delle analisi affermando che sono effettuate con scrupolo.

Questo non inficia però quello che abbiamo sostenuto. Quelle analisi dovevano controllare l’esistenza di radioattività proveniente da attività antropica e non la radioattività naturale. Del resto, non solo è scientificamente provato che i rifiuti, l'acqua che deriva dalle perforazioni, contengono radiazioni di tipo naturali e radiazioni legate a materiale che le industrie petrolifere utilizzano per facilitare le trivellazioni. Non dimentichiamoci che la stessa ARPAB aveva riscontrato un’elevata radioattività proprio nelle autobotti che trasportano le acque provenienti dal Centro Oli di Viggiano.

Ma tanto è confermato anche dalla società SIMAM, incaricata dall'ENI di costruire un impianto per lo smaltimento delle acque di vegetazione e dei fanghi, che ha indicato quali sono gli inquinanti e le loro quantità, sia per materiali radioattivi presenti nella roccia naturale che in quelli addizionati nel processo di trivellazione.

Ed è confermato anche dall’interrogazione proposta dal Collega Perrino, sempre nello scorso Consiglio regionale, dalla quale è emerso che, presso il pozzo Gorgoglione 2Stquater, ci sarebbe ‘almeno’ una sonda contente sorgenti radioattive incastratasi e abbandonata nel sottosuolo a grande profondità. Non solo ARPAB in data 30 dicembre 2014 avrebbe confermato impieghi di sorgenti radioattive anche presso i cantieri ENI di Viggiano, in fase di ricerca, trivellazione, esplorazione, estrazione di idrocarburi, impieghi effettuati da ditte esterne.

Insomma Berlinguer non ha una spiegazione. Non risponde e minimizza. Sembra che il controllo dell’inquinamento della Basilicata non gli interessi. Eppure è l’Assessore all’Ambiente. O forse perché sa già che, con il rimpasto di Giunta, si lascerà il problema al suo successore? Il che non sarebbe professionalmente ed eticamente onorevole. Ma tant’è. Berlinguer se ne lava le mani.

Noi abbiamo chiesto controlli maggiori che siano ad ampio spettro e che non si limitino a due mesi. Berlinguer e il Governo regionale stanno giocando con la pelle dei cittadini, con l'ambiente della nostra Regione ed è sbagliato, non corretto, immorale comportarsi in questa maniera.

La nostra Regione convive da decenni con il petrolio e la convivenza non è stata delle migliori. Ma quando il petrolio finirà, i Lucani saranno ancora qui, nella nostra Terra che abbiamo l’obbligo morale di difendere.

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