La convenzione del San Carlo con il Bambin Gesù ci è costata 5 milioni e 600 mila euro in 5 anni. Ma l’emigrazione sanitaria pediatrica è diminuita?

Pubblicato: Venerdì, 20 Gennaio 2017

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

5 milioni e 600 mila euro in 5 anni per formare 2 medici radiologi e 6 infermieri. Questo il risultato della convenzione dell’Ospedale San Carlo di Potenza con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Questo è quello che ci ha risposto l’Assessore Franconi alla nostra interrogazione per conoscere quali sono stati i costi e le attività della convenzione.

Il rapporto di collaborazione tra l’Azienda potentina e l’Ospedale romano è iniziato nel 2011 e contemplava l’istituzione del “Centro Pediatrico Bambino Gesù” all’interno del San Carlo, con l’obbiettivo di sviluppare dei servizi pediatrici di eccellenza e di ridurre le perdite dovute alla mobilità passiva, cioè evitare che l’emigrazione sanitaria dei Lucani.

Nell’esaltazione delle attività derivanti dalla convenzione, però, l’Assessore non convince.

Primo perché 5.600.000 euro per formare 2 medici e 6 infermieri e fare un po’ di consulenze non ci sembra qualcosa di cui vantarsi, a maggior ragione se si pensa che la stessa Franconi ha detto che i livelli dei servizi hanno avuto un’impennata da quando c’è il nuovo primario. Bastava un primario, dunque?

Secondo, perché, a detta di molti cittadini che si sono rivolti a noi, consulenza a parte, per esami approfonditi e per operazioni, si era costretti ad andare comunque presso il plesso romano. Gli interventi pediatrici in settori di alta specializzazione presso il San Carlo sono aumentati? La Franconi non ce lo dice.

Ora, sarà per ‘furbizia’ dei medici del Bambin Gesù che tendono a ‘portare acqua al loro mulino’ o per lassismo dei Direttori del San Carlo che non hanno messo nelle condizioni ottimali gli operatori di poter effettuare interventi direttamente al San Carlo, questo non lo sappiamo.

Sappiamo, però, che molti cittadini, in vista del rinnovo della convenzione, che già ha visto ridurre la partecipazione del Bambin Gesù nel corso del 2015 per una rimodulazione voluta dall’ospedale romano, sono preoccupati.

Il pendolarismo delle famiglie lucane è già iniziato e sarebbe il caso che il Governo regionale facesse qualcosa tempestivamente, tenendo bene a mente e nel cuore che si parla dei nostri bambini che ciclicamente vanno a curarsi a Roma.

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