Appalti pubblici: Confartigianato, superare criticità nuovo codice

Pubblicato: Lunedì, 23 Gennaio 2017

La previsione del pagamento diretto dei subappaltatori, la stabilizzazione dell’anticipazione del 20% dell’importo dei lavori, la suddivisione in lotti di lavorazione o prestazionali per garantire alle micro e piccole imprese l’effettiva possibilità di partecipare agli appalti, l’obbligatorietà del progetto esecutivo, la revisione dell’istituto dell’avvalimento che nella pratica aveva assunto connotazioni distorsive del mercato, la chiara volontà di semplificazione e riduzione degli oneri a carico delle imprese: sono le proposte principali di Confartigianato per “dare efficacia al nuovo Codice dei contratti pubblici”.

Per Antonio Miele, presidente Confartigianato Basilicata, “la normativa che ha lo scopo di rendere più semplici, trasparenti e orientate allo sviluppo le norme che regolano la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici è una rivoluzione positiva che però tarda a manifestare i suoi effetti.

Nel riferire che sono oltre 3.300 le imprese artigiane che in regione operano nel comparto delle costruzioni (2.300 impegnate in lavori specializzati ed un migliaio in costruzione edifici) Miele afferma che “la modalità di mettere regole che sono un po’ affidate al caso, come quella di non predeterminare l’offerta anomala sotto il milione di euro che sta causando non poca confusione tra le nostre imprese. Soprattutto in un momento di penuria di investimenti pubblici, c’è il rischio che tutto venga un po’ ricondotto alle modalità del gioco del lotto. E questo danneggia proprio le imprese più virtuose e meritevoli che si trovano ad affidare soltanto al caso la partecipazione alle gare d’appalto”. E ancora, tra le criticità, il dirigente Confartigianato indica “la nuova metodologia della manifestazione d’interesse. In pratica, tutte le stazioni appaltanti e tutti i committenti hanno dato la possibilità a qualsiasi impresa di manifestare la propria intenzione a partecipare alle gare d’appalto e ciò induce le imprese a spostarsi da una regione all’altra, creando un sovraffollamento delle gare”. “Ci deve essere la volontà e la responsabilità delle stazioni appaltanti, pur nel rispetto della loro discrezionalità, di confrontarsi con le nostre Associazioni affichè si possa coniugare l’interesse generale della Pubblica amministrazione con l’interesse delle imprese del territorio”.

Una prima risposta ai problemi denunciati da Confartigianato è arrivata dall’apposita Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio, che ha in corso un esame delle numerose criticità segnalate dalle imprese con l’obiettivo di predisporre il decreto correttivo della riforma. Contemporaneamente è stata attivata una consultazione presso le stazioni appaltanti per rilevare anche le loro criticità. Questo con l’obiettivo di incrociare i problemi denunciati sia dagli operatori economici sia dalle stazioni appaltanti e predisporre il provvedimento correttivo i cui tempi di ultimazione sono previsti entro aprile. E’ proprio quello di cui abbiamo bisogno come insegna – dice Miele – l’interminabile vicenda relativa agli adempimenti riferiti al progetto di completamento dello schema idrico Basento-Bradano-Attrezzamento settore G che, finanziato con delibera Cipe del 2006, si trascina tra contenziosi dal 2012 con il risultato che nessuna impresa lavora.

 

 

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