Confesercenti, credito sempre "nemico" delle PMI

Pubblicato: Lunedì, 23 Gennaio 2017

Dal 2010 al 2016 le banche hanno attuato una politica di gestione del credito che ha privilegiato le imprese di media-grande dimensione e ha tagliato l’erogazione alle piccole, che nel periodo hanno visto 'svanire' 31 miliardi di finanziamenti. E’ quanto emerge dall’analisi sul credito condotta da Confesercenti a partire da dati ufficiali Bankitalia.

Dati che – commenta Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza - dimostrano in maniera inequivocabile la diversità di trattamento, nonostante la rischiosità delle piccole imprese non sia superiore a quella delle grandi. Anzi: negli ultimi sei anni, l’incidenza percentuale delle imprese con meno di 20 dipendenti sul totale delle sofferenze bancarie è sceso di sei punti, passando dal 25,7% al 19,7%.

Più contenuta, rispetto alle grandi imprese, anche la crescita dello stock di sofferenze delle piccole: +118% in media, +124% per il piccolo commercio, contro un aumento del 207% delle grandi. Non vi è dunque correlazione determinata tra rischiosità e piccole dimensioni. Permane, invece, il problema dell’aumento dell’offerta di finanziamento alle imprese minori.

Eclatante è il caso delle piccole imprese del commercio che pur essendo ‘titolari’ di una percentuale molto bassa del totale di sofferenze (il 4,8%, in discesa dal 6% del 2010) hanno perso ben 7 miliardi di euro di finanziamenti.

Tant’è che per le microimprese del comparto commerciale – vale a dire migliaia di attività – ottenere prestiti, anche di piccolissima entità, dalle banche – dice Cassino - è diventato un vero calvario.

Il problema non è ovviamente quello di aprire una vertenza piccoli contro grandi, ma pretendere dal mondo delle banche una politica del credito rapportata alle reali capacità delle imprese e non condizionata aprioristicamente dalla dimensione delle stesse. Fare chiarezza su chi ha prodotto questa mole di sofferenze bancarie che ha portato al dissesto di molte banche sarebbe a questo punto non una necessità, ma una priorità.

Infatti se si vuole sostenere la crescita del Paese bisogna anche garantire il credito al diffuso e vitale tessuto economico fatto da piccole e medie.

Le attese delle pmi – continua Cassino – sono per gli sviluppi della scelta della Regione di delegare Sviluppo Basilicata a intrattenere i rapporti con la Commissione Regionale ABI per la trattazione dei temi concernenti le complesse problematiche del credito. Si tratta inoltre di individuare misure che favoriscano il consolidamento delle passività a breve termine  tenuto conto della situazione oggettiva di sottocapitalizzazione delle pmi che impedisce il ricorso all'autofinanziamento e ne limita i programmi di investimento e di sviluppo.

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