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Irrefrenabile impulso

Pubblicato: Giovedì, 20 Maggio 2021

di Federica Pergola

Chicago, 1924.

Un ragazzino, figlio di milionari ebrei, viene rapito. Il riscatto richiesto è, tuttavia, esiguo.

Mentre la polizia indaga, i genitori tremano, i compagni si interrogano e i reporter di cronaca nera cominciano a sguinzagliarsi a caccia di testimonianze, indizi e prove… il ragazzino viene ritrovato, morto.

Comincia da qui Compulsion, primo esempio di romanzo-verità della letteratura americana, che Meyer Levin scrisse a trent’anni di distanza dai fatti realmente accaduti (e a cui lui aveva partecipato in prima persona avendo seguito gli sviluppi dell’inchiesta per il Chicago Daily News).

Levin riesce a ricostruire un evento, ma anche un’intera città, un momento storico, un sistema giudiziario, un intrico di contraddizioni e pregiudizi sociali e culturali, e ci regala un affresco potente della Chicago di quegli anni e un ritratto psicanalitico dei colpevoli davvero potente e affascinante.

Infatti i due autori del delitto vengono presto scoperti: sono poco più grandi della loro vittima e hanno commesso una serie di errori madornali. Eppure il delitto è sconvolgente. Perché non sembra esserci nessun movente alla base dell’azione.

Affermano di aver ucciso per dimostrare la loro supremazia intellettuale. Si sentono l’incarnazione del superuomo descritto da Nietzsche, talmente superiore al “gregge” da non essere soggetto alle leggi comuni…

Così al “delitto del secolo” segue il “processo del secolo”. Scopriamo come si mossero le parti in causa, cercando di accaparrarsi i più apprezzati “alienisti” dell’epoca. La psicoanalisi era ai suoi esordi. Le teorie di Freud ampiamente dibattute e discusse. Ma non essendoci alcun dubbio circa la loro colpevolezza, l’unica cosa che si poteva tentare era cercare di salvare la vita agli imputati…dimostrando la loro instabilità mentale.

E nel seguire le mosse tattiche degli avvocati, le testimonianze, il processo, le arringhe finali, il verdetto, davanti a noi rivivono sergenti, reporter, cittadini comuni, amici dei due ragazzi, una fidanzatina che avrebbe potuto cambiare il corso della vita ad almeno uno dei due (chissà!?); risorgono un’intera città; la potenza dei mass media (che in seguito crescerà a dismisura, condizionando l’opinione pubblica e, forse, l’operato dei giudici); e le personalità, complesse e disturbate, di due uomini che la casualità fece incontrare rendendo possibile il delitto. “L’aspetto più affascinante di questa storia è la folie à deux. ….Questa rara associazione di menti malate, tale da rendere possibile un’atrocità che nessuna delle due, da sola, avrebbe probabilmente concepito, è descritta da Meyer Levin con estrema sottigliezza” (Marcia Clark).

Si era sentito enormemente sollevato…perché a quel punto l’atto era stato compiuto, quel terribile patto superumano tra Dio e il diavolo era siglato. Ce l’avevano fatta! (…) Si sentiva sollevato come se qualcosa di assolutamente sbagliato fosse stato sistemato a dovere

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Compulsion, di Meyer Levin, traduzione di Gianni Pannofino, Adelphi, pp.580, €14,00

 

Direttore Responsabile: Antonio Savino

Editore: Ass. Officinia Italia - Potenza

Direttore Editoriale: Luigi Triani

Telefono: 0971 1949636

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